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LOGISTICA E GRANDI OPERE

E' arrivata l'ora di ripensare alla piattaforma a mare

La federazione di Rovigo del Partito socialista italiano ricorda la grande opera strategica funzionale all'asta navigabile Fissero Tartaro Canalbianco

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L'area portuale a mare di Trieste. 1,5 miliardi di investimento
ROVIGO - Non hanno alcuna intenzione di dimenticare i socialisti della federazione di Rovigo che rispolverano un progetto, teoricamente "cosa fatta" dopo la firma del protocollo d'intesa, che però non ha mia visto la luce: la realizzazione di una piastra logistica a mare che consenta l'attracco e la movimentazione delle merci senza dover entrare in porto. A Trieste per esempio l'opera è in fase di realizzazione, con uno stanziamento di 1,5 miliardi di euro, per il Polesine sarebbe il punto di attracco ideale per tutti gli utilizzatori dell'asta navigabile Fissero - Tartaro - Canalbianco senza dover arrivare fino al porto di Chioggia (Venezia).

"Sono trascorsi più di dieci anni da quando la piattaforma a mare per il trasbordo dei container dalle grandi navi alle bettoline sembrava cosa fatta. L’allora presidente dell’Interporto firmava un accordo con la Mantovani e Adria Infrastrutture per una cordata d’imprese volta a costruire la piattaforma al largo di Porto Levante.

Senza tale piattaforma l’Idrovia Fissero-Tartaro-Canalbianco non è destinata ad avere un gran futuro poichè le merci ormai viaggiano tutte nei container. Tale opera era già stata inserita, grazie ad un accordo Regione-Governo, nell’elenco delle opere strategiche del Ministero dei Trasporti e là ancora si trova. Ora che i soldi ci sono, vedi finanziamenti europei, ed è maturato un maggior interesse verso la navigazione anche da parte della Lombardia, è giunto il momento di toglierla dai cassetti del Ministero per proporla a “Frau Ursula” poiché sembra che al Presidente del Consiglio interessi soprattutto l’alta velocità da portare prevalentemente nel Meridione. Visto che tutti vogliono, in particolare l’Europa, che il futuro sviluppo economico si colori di “green” quali infrastrutture, se non le idrovie, possono dare un contributo vero in tale direzione? Un tir porta due container ed una bettolina ne porta più di cinquanta.

Poiché il Polesine avrà, si spera, grazie anche alla Zona Logistica Semplificata, un notevole nuovo afflusso di attività produttive, l’interporto di Rovigo dovrà fare quel salto di qualità che finora gli è stato negato. Non più industrie insalubri di  prima categoria, che anche Marghera non vuole più , ma aree per magazzini e piazzali per la logistica. Oggi ci sono i progetti, i soldi, l’apporto della Zls, nuove e più moderne chiatte fluviali, ci sarà la volontà politica per dare finalmente la spinta decisiva a questa importante opera strategica?

A Regione, Provincia e Comuni spetta l’iniziativa per valorizzare gli investimenti miliardari fatti a favore della navigazione fluviale. Stare fermi diventa responsabilità grave".
Articolo di Lunedì 22 Giugno 2020

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