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ECONOMIA

Gli Stati Generali promettono un’Italia migliore, ma escludono ancora una volta il gioco pubblico

Nel meeting con il premier Giuseppe Conte non c'è il riordino integrale e completo del gioco legale, che da anni resta inascoltato. Nove punti che sono stati definiti fondamentali per il rilancio dell’Italia e soprattutto per il suo futuro

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ROVIGO - Il Premier Giuseppe Conte, come è noto, ha promosso gli Stati Generali dell’Economia, un meeting per stabilire i nove punti, o capitoli, che accompagnano i progetti per la rinascita e la ripartenza di tutta l’Italia.
Senza discriminazioni o selezioni, in ciascuno dei nove punti qui di seguito elencati, potrebbe spiccare sempre il gioco legale, che da anni chiede, inascoltato, un riordino integrale e completo. Tutti i nove punti sono stati definiti fondamentali per il rilancio dell’Italia e soprattutto per il suo futuro. Migliorare il Paese, con una serie di propositi ancora embrionali ed in divenire ma ugualmente necessari, come espressamente richiesto anche dall’Unione Europea.

Come riportato da
Giochidislots.com, “il primo e più importante punto riguarda la trasformazione dell’Italia in un Paese digitale. Significherebbe, dunque, investire in fibra ottica, tecnologia 5G, cybersecurity e intelligenza artificiale e robotica”. Ma non solo: aumento dei pagamenti digitali, miglioramento della velocità di internet ovunque. Si comprende che il gioco, con una nuova e forte connessione, troverebbe ampio spazio anche per gli sviluppatori e per esplorare nuovi modi di fare impresa. Niente.

Il secondo punto riguarda, invece, le infrastrutture: non solo strade e ferrovie, ma anche porti ed aeroporti, con la creazione di specifici Smart Districts in tutto il territorio, con aumento dell’interconnessione. Ed ancora: miglioramento dell’impiantistica, anche per via delle Olimpiadi Invernali del 2026. Anche qui il gioco d’azzardo legale avrebbe la sua parte: le scommesse sportive allargherebbero il loro mercato, gli eSports potrebbero avere più popolarità e risalto. Ma niente. Il terzo punto parla di sostenibilità, con particolare attenzione al “Made Green in Italy”. Nuove tecnologie e nuovi sviluppi. Ancora il gioco potrebbe avere il suo spazio, completando un processo di innovazione invero già avviato da tempo.

Il quarto ed il quinto punto riguardano, da un lato, il sostegno alle transizioni occupazionali, dall’altro il sostegno alle filiere produttive. Ciò si declina in una semplificazione degli ammortizzatori sociali, in incentivi allo smart working, in un incremento della salute e della sicurezza sul lavoro, con nuove informative sui rischi delle infezioni. Sia il quarto, sia il quinto punto, quello cioè degli incentivi al turismo, e alla protezione del patrimonio italiano, escludono il gioco pubblico.

Il sesto punto riguarda la semplificazione della Pubblica Amministrazione: in ciò notiamo la volontà di rafforzare le competenze del personale, il maggior spazio al digital e la nascita di un polo strategico nazionale per le infrastrutture digitali. Tutte misure che l’Italia aspetta da tempo, ma che escludono ancora il gioco. A chiusura del tutto, i punti sette, otto e nove: il primo fa riferimento alla formazione e alla ricerca, il secondo si impegna per un paese più inclusivo ed equo, l’ultimo per l’ammodernamento dell’ordinamento giuridico, promettendo inoltre una concreta lotta all’evasione. Il grande escluso, come è evincibile, resta il gioco d’azzardo, per cui l’Italia continua a fare orecchie da mercante. Dimenticando che si tratta di una industria, colonna portante dell’economia italica. Ancora glissato, e potrebbe essere davvero la fine stavolta, il tema del riordino dell’intero comparto, lasciato ormai a sé stesso e alla mercé del gioco illegale.


 
Articolo di Mercoledì 24 Giugno 2020

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