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CSA PAPOZZE

Il sindacato Cisl: Opera Pia Bottoni appalta i servizi e riduce l'orario ai dipendenti pubblici

La segreteria del sindacato Cisl, rappresentata da Franco Maisto sottolinea questa situazione all'interno dell'ente in comune di Papozze (Rovigo)

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PAPOZZE (Rovigo) - "Dopo aver trascorso gli ultimi due anni per vedere l'ultimazione dei lavori della storica Pia Opera Francesco Bottoni, a Papozze i lavoratori dell'ente si potrebbero trovare con orari ridotti o senza posti di lavoro". Così Franco Maisto della sigla sindacale Cisl Fp Padova - Rovigo, che ha raccolto le lamentele dei dipedenti.

"Infatti, a pochi giorni dall'arrivo dei nuovi arredi e quindi dell'ampliamento dell'offerta di altri 24 posti di non autosufficienti scatta l'allarme fra i dipendenti pubblici della casa di riposo che pochi mesi fa avevano assistito all'ingresso di una cooperativa per gestire una parte dei servizi di assistenza socio-sanitaria portando l'organizzazione ad una vera e propria rivoluzione e verso una gestione pubblica ma di stampo privatistico".

Proseguendo poi: "Cosa che fra l'altro ha portato per la prima volta i lavoratori di Papozze ad essere in numero inferiore a quelli esternalizzati per le categorie professionali sanitarie: un progetto portato avanti per risanare, qui come altrove, i bilanci senza troppi problemi. Abbiamo pienamente compreso che la riorganizzazione partita oltre due anni fa avrebbe portato ad una forte presenza di servizi resi da cooperative esterne per operatori socio sanitari allo stesso tempo è inconcebile che si arrivi in piena estate per scoprire che non solo non si garantiva il lavoro per tutti ma che a farne le spese sarebbero stati i lavoratori dell'Ente, molti da tanti anni in servizio ed anche ivi residenti".

"La programmazione è una cosa seria è qui il consiglio d'amministrazione dovrà dare chiarezza a quanto sta accadendo per ripristinare i contratti e le ore di servizio”. "A conti fatti gli ultimi 10 lavoratori ancora in servizio nell'Ente e con il cartellino pubblico sono stati avvicinanti per vedere i turni di luglio e si sono accorti che molti dei loro orari in servizio prevedevano decurtazioni anche del 50% con consegunze di tipo economico sostanziali. Di certo un piano industriale deve essere messo nero su bianco ed eventuali anomalie o dubbi sulla ricaduta del personale devono essere condotte nelle normali riunioni con le parti sindacali; trovarsi di fronte al fatto compiuto e per di più con così forti ricadute occupazionali non è comprensibile, per questo abbiamo chiesto subito un tavolo di confronto dove si ripristino le più basilari garanzie dei contratti individuali di lavoro".

Sottolineando poi: “Nel Polesine ed in particolare a Papozze i servizi hanno sempre avuto una eccellenza sia nell'erogazione che nel livello di famliarità dell'accoglienza degli anziani ospiti – ora che passata la fase più pesante quasi indenne dal Covid è necessario ringraziare i lavoratori e fare loro un encomio per lo spirito di abnegazione col quale hanno affrontato questi difficili mesi – ricordiamo evidenzia Franco Maisto – che tutt'ora loro oss e infermieri sono le persone a più stretto contatto con gli anziani: i parenti sono ancora a distanza di vetri, e gli abbracci o le parole di conforto vengono da loro, persone al fianco di chi ha bisogno. Se le cose non dovessere volgere a favore delle maestranze, ci troveremo costretti ad interessare il Prefetto”.

Concludendo: "Ora si attende la comunicazione di incontro con la direzione per vedere se l'equilibrio viene ripristinato e la Pia Opera potrà continuare ad erogare servizi di primo piano ancora con i suoi lavoratori".
Articolo di Giovedì 25 Giugno 2020

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