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MOSCHEA LENDINARA

Lendinara dice No in consiglio comunale ad una futura nuova moschea

Passa tra le astensioni della maggioranza civica del sindaco Luigi Viaro la mozione della minoranza presentata da Fabrizio Pavan appoggiata da Lega e Fratelli d'Italia

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LENDINARA (Rovigo) - Sono poco meno di 400 i residenti di religione islamica nel Comune di Lendinara, a questi bisogna aggiungere i domiciliati, i residenti dei comuni limitrofi, per un totale di circa un migliaio di persone, la possibile utenza di quello che sarebbe potuto diventare un nuovo luogo di culto di riferimento per l'Altopolesine. La comunità islamica è numerosa, presente e vicina alla amministrazione tanto da aver contribuito anche economicamente, in maniera fattiva, durante l’emergenza Covid-19.


La maggioranza consiliare, Lega a parte, si dichiara sconcertata per il tentativo di "azione di limitazione urbanistica nei confronti dei fedeli musulmani già sancita da delibera di consiglio di novembre 2019 che prevede l’insediamento solo in area F del piano regolatore e non dove indica il consigliere Fabrizio Pavan" affermano Davide Bernardinello e Federico Amal. Bernardinello chiede a gran voce il ritiro della mozione in quanto pone un disagio forte nei consiglieri chiamati al voto.
Amal interviene, come capogruppo, ma anche come consigliere, ribadendo il disagio in quanto “tutto quello che verrà detto oggi verrà usato contro di noi domani”. La mozione, secondo Amal, diventerà l’occasione di strumentalizzare il voto della serata. "La mozione è priva di parere tecnico, l’azione amministrativa è già stata adottata in precedenza, a mio avviso è invotabile e dovrebbe essere ritirata".

Non esistono problemi nella attuale ubicazione della moschea garantisce il consigliere Gino Zatta che afferma di abitare da sempre vicino alla attuale collocazione del luogo di culto. "In ufficio comunale non c’è alcuna richiesta di nuovo insediamento - afferma Zatta - il problema al momento non esiste, non si capisce perchè dovremmo votare".

Accorato intervento dell’assessore Guglielmo Ferrarese, vicesindaco della Lega nella amministrazione del sindaco Luigi Viaro. "E' una tematica delicata per la Lega, il tema dell'insediamento di una moschea prevede per l'amministrazione anche lo strumento del referendum, previsto da norma regionale".

"Oltre all'aspetto formale della mozione, sicuramente perfettibile, la questione sollevata è sostanziale - continua il vicesindaco Ferrarese - La Legge Regionale 12, art.21 bis, prevede una serie di prescrizioni, con impegno del Comune, rilascio di fidejussioni, studi su strade d'accesso, e prescrizione vincolante che una nuova moschea debba ricadere in zona F del piano regolatore comunale. A Lendinara ci sarebbe una zona idonea, verso Badia, all'incrocio con la valdastico Sud, con anche un parcheggio scambiatore che risolverebbe i problemi per gli utenti della moschea.

La delibera di giunta comunale di Lendinara n.142 del 2017, chiede di limitare questi punti di insediamenti, ed è stata votata anche dall'assessore Federico Amal, dal sindaco Luigi Viaro, era assente Francesca Zeggio, quindi mi aspetto che anche loro votino a favore della sostanza della mozione.

Dico No ad una nuova moschea perchè non viene rispettato il principio di repricipocità tra le religioni. Non ci sono italiani che godono di analoghi diritti da cristiani nei paesi islamici, non vedo perchè dovrebbero essere gli italiani di Lendinara a dover fare il primo passo.
Mi rivolgo alla maggioranza, è il momento di difendere la verità e mandar via la timidezza. Votiamo oggi.
Procrastinare un problema non lo risolve. Come Lega dico No alla moschea di Lendinara, ed è una affermazione che si può già fare oggi, anche in assenza di domanda. Dico No oggi per evitare problemi domani" conclude il vicesindaco Ferrarese, seguito anche dalla consigliera Francesca Tonello, che ha ricordato con orgoglio di essere leghista in fase di dichiarazione di voto in aula.

Anche Irene Sasso, assessore comunale esterna, senza diritto di voto, ha voluto riportare in aula la posizione del partito di Fratelli d’Italia, secondo partito che appoggia la maggioranza di Viaro, che è contraria a nuovi insediamenti di questo tipo. "Nessuna nuova moschea a Lendinara, che sia in centro, in periferia o in area industriale" ha afferma l'assessore Sasso.

Alessandro Ferlin ha ringraziato il consiglio perché sono finalmente emerse posizioni singole da parte dei consiglieri di maggioranza, almeno nelle intenzioni, poi sostanziatesi nella generale astensione. Fabrizio Pavan pone infine una ulteriore questione istillando l’idea che l’amministrazione comunale sia un po’ “troppo” vicina alla comunità islamica lendinarase, ricordando come sia stato concesso loro, in uso gratuito, il palazzetto dello sport per la festa di chiusura del Ramadan. "Ce lo hanno riconsegnato più pulito di quanto l'avessimo dato loro" sottolinea subito Federico Amal smorzando qualsiasi polemica.

Amal, dopo la sospensione per una riunione con la maggioranza consiliare in vista del voto, al ritorno in aula dichiara quindi l’astensione del gruppo Icm, Iniziativa civica dei moderati, per la forma con cui è stata presentata la mozione, Ferrarese ribadisce di essere a favore per la sostanza, l'assessore Zeggio si dichiara d’accordo con il capogruppo Amal.

All'esito del voto la mozione di Fabrizio Pavan passa con 10 astensioni e 5 favorevoli (Pavan, Ferlin, Sambinello, Ferrarese,Tonello). Il consiglio comunale approva.
Articolo di Venerdì 26 Giugno 2020

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