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ROVIGO FINANZA 

“In borsa vincono i buoni, le azioni responsabili guadagnano di più”

Responsabilità e Sostenibilità come criteri di gestione del risparmio. I consigli dell’esperto Paolo Rimbano

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ROVIGO - Approfondiamo oggi un’altra tendenza dei mercati finanziari che ha un crescente impatto sia sul rendimento che sul rischio del risparmio, sempre con l’ausilio dei dati forniti da primarie case di investimento.

Uno studio svolto da Banor SIM, società italiana indipendente di gestione, Politecnico di Milano e Harvard Business School ha fatto emergere che “In borsa vincono i buoni, le azioni responsabili guadagnano di più”.
 

Siamo abituati a pensare alla borsa come ad un mercato nel quale le azioni che guadagnano di più sono quelle delle aziende che realizzano maggiori profitti. Questa logica è indubbiamente corretta, in quanto il valore di un’azienda è tanto maggiore quanto maggiori sono gli utili che essa consegue e conseguirà in futuro, ma negli ultimi tempi si sta affermando l’idea che le imprese per essere profittevoli debbano anche essere in qualche modo “responsabili”, ossia rispondere a criteri di sostenibilità. Si parla in questo caso di “Finanza Responsabile”. Da che punto di vista?
 

Prevalentemente la responsabilità aziendale si esprime e viene valutata lungo tre direttrici:

  • Ambientale (Environmental in inglese): attenzione dell’azienda alle tematiche ambientali nei processi produttivi, nei prodotti e nel business in generale;
  • Sociale (Social in inglese): attenzione dell’azienda alle tematiche sociali esterne, ossia all’impatto del proprio operato sulla società;
  • Governo societario (Governance in inglese): politiche di gestione aziendale a livello di alta direzione e di politiche con i dipendenti dei diversi livelli, trasparenza nella gestione.

Da alcuni anni si è sviluppato l’approccio cosiddetto ESG (Environment, Social, Governance) che, nella valutazione delle aziende, integra la valutazione economico/finanziaria, quella tradizionale, con un’analisi della responsabilità ambientale, sociale e di governance delle imprese.

Ebbene, lo studio riportato ad inizio articolo ha fatto emergere come le aziende maggiormente responsabili a livello ambientale (perché hanno ad esempio l’obiettivo di ridurre le emissioni, di riciclare, ecc.), sociale (perché ad esempio le scelte aziendali non sono guidate solo dal profitto ma dalle ricadute sociali delle decisioni), e di Governance (perché ad esempio hanno politiche molto rispettose dei dipendenti) nel lungo periodo ottengono rendimenti superiori rispetto alle altre. Altri studi condotti convergono su questa evidenza: insomma, in borsa, buono, sembra essere anche vantaggioso. Non solo. Sembra essere anche meno rischioso.

Altre ricerche svolte sui criteri ESG hanno evidenziato come le aziende più rispondenti a questi criteri abbiano dei tassi di fallimento molto inferiori rispetto a quelle meno responsabili. Questa evidenza è abbastanza comprensibile: se un’azienda non opera per essere sostenibile a livello ambientale, sociale e di governo rischia fortemente di essere espulsa dal mercato e di fallire, perché per il mercato “ambiente, società e governance” sono tre fattori sempre più importanti da considerare. In questo senso i criteri ESG danno un evidente contributo per ridurre il rischio del portafoglio azionario.
 

Due considerazioni finali legate a questo tema.

La logica ESG non va confusa con la logica SRI (Socially Responsible Investing), ossia la “Finanza Etica”, nella quale gli investimenti vengono valutati anche a livello di valori etici ed umani, con l’esclusione della possibilità di investire ad esempio nel settore degli armamenti, del tabacco, dell’alcool, ecc.

I criteri ESG rappresentano essi stessi un mega-trend, ossia una fortissima tendenza per i prossimi decenni. Ho espresso in passato il fatto che investire in azioni significa investire sull’uomo, sui suoi bisogni e necessità, su ciò che gli serve per vivere. Ebbene, oggi l’umanità è sempre più consapevole della necessità di improntare il proprio sviluppo a criteri di sostenibilità: l’ONU ha stabilito 17 obiettivi di sviluppo sostenibile che sono riportati nell’immagine seguente. E’ questo probabilmente il più forte mega-trend per il futuro.

Molti di questi obiettivi sono investibili, nel senso che ci sono strumenti che investono nelle aziende che operano per raggiungerli. Indubbiamente un modo molto saggio per investire in chi contribuirà a sviluppare il mondo e a renderlo migliore.

Articolo di Domenica 28 Giugno 2020

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