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IL RICORDO 

Don Milani promosse battaglie civili epocali

ll Prete degli umili, che rivoluzionò il modo di insegnare, il ricordo di Vanni Borsetto consigliere comunale del Forum dei Cittadini

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ROVIGO - "In questi giorni ricorre l'anniversario della scomparsa di Don Lorenzo Milani, il Prete degli umili, che rivoluzionò il modo di insegnare. Lo fece istruendo un piccolo pezzo di mondo (Barbiana nel Mugello) ai margini dell'Italia del boom economico negli anni 50/60. Don Milani lasciò il segno a credenti o meno. Un intellettuale che seppe praticare un modello di insegnamento sui generis nella sua pur breve esperienza di vita. Fino all'ultimo respiro volle accanto a se i suoi allievi per insegnare loro anche cosa fosse la morte. Insegnava a studiare e nel contempo a lavorare. 

Questo il suo impegno pastorale in quel mondo sperduto dove dal “letame nascono i fior” (cit. De Andrè). Don Milani non aveva peli sulla lingua. Promosse battaglie civili epocali. Pubblicò il saggio “Lettera ad una professoressa” una dura e pesante reprimenda contro il versante opposto della scuola borghese e benpensante di un Italia ancora troppo miope come quella del dopoguerra. 

Nemmeno gli imminenti sessantottini avrebbero pensato che quel libricino diventasse un vero e proprio manifesto rivoluzionario. Per Don Milani prima di tutto venivano gli “ultimi”, gli"scarti" sociali senza futuro. A loro insegnò la dignità del vivere alla pari dei più fortunati. Fu così la Scuola di Barbiana divenne la “serale” per operai e contadini dell'appennino fino a che Don Milani fu bollato dai bigotti come “prete comunista” e non fu mai amato né tollerato dalle alte sfere religiose.”

Vanni Borsetto 
consigliere comunale del Forum dei Cittadini

Articolo di Martedì 30 Giugno 2020

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