Condividi la notizia

CULTURA

Festival Opera Prima XVI: selezionati i cinque progetti vincitori del bando 

Fervono i preparativi per la realizzazione della prossima edizione del Festival Opera Prima a Rovigo, previsto quest’anno dal 10 al 13 Settembre con un'anteprima ricca di novità dal 6 al 9 settembre    

0
Succede a:

ROVIGO - Nonostante l’emergenza sanitaria, infatti, l’associazione Festival Opera Prima ha deciso di realizzare ugualmente il Festival, ragionando su una programmazione capace di portare un clima di festa diffusa in città, pur rispettando la salute e la sicurezza delle persone. 

Come afferma la presidente, Marina Carluccio, “Ancor più in un periodo come questo abbiamo bisogno di momenti di incontro e di condivisione che solo il teatro dal vivo, nella sua esperienza umana e politica, è in grado di offrire.” 

La programmazione di quest’anno sarà per lo più rivolta al sostegno delle compagnie nazionali, offrendo ai giovani artisti inediti o poco conosciuti la possibilità di mostrare il proprio lavoro e portarlo all’attenzione critica, dopo i mesi di lockdown che hanno interessato l’intero comparto teatrale. Secondo Massimo Munaro, coordinatore artistico del Festival, “il periodo di chiusura dei teatri è stato senza dubbio gravoso per tutti, ma sicuramente chi ne ha sofferto di più sono state le giovani realtà indipendenti, escluse dai finanziamenti e senza garanzie rispetto alla cancellazione di alcune date. Visto anche la difficoltà - causa emergenza sanitaria - di ospitare quest’anno compagnie estere, abbiamo quindi ritenuto importante da un punto di vista politico avere un occhio di riguardo verso le giovani compagnie del territorio nazionale nella selezione dei gruppi partecipanti al bando. Abbiamo inoltre voluto selezionare un gruppo in più rispetto agli anni scorsi: i progetti selezionati quest’anno sono infatti cinque sulle 495 proposte ricevute.”

Come ogni anno le proposte sono arrivate da tutto il mondo: tra i 495 partecipanti al bando, vi sono artisti provenienti dalla Francia, dalla Germania, dal Brasile, da Cuba, dalla Svezia, dalla Spagna, da Israele, dalla Repubblica Ceca, dalla Russia, dalla Palestina, dalla Danimarca, dal Perù, dall’Iran, dal Regno Unito, dal Cile, dalla Norvegia, dal Portogallo, dalla Colombia, dal Venezuela, dall’Argentina, da Cipro, dall’Egitto, dal Messico, dall’Ucraina, dal Belgio, dalla Polonia, dalla Slovacchia, dall’Armenia, dalla Slovenia, dalla Svizzera, dall’India, dall’Irlanda, dalla Bielorussia, ecc…

Come afferma Marina Carluccio, “un numero così elevato di proposte, al di là della difficoltà di selezionare un gruppo molto ristretto di progetti, rappresenta un dato su cui riflettere: è infatti testimonianza di un settore che, nonostante la chiusura dei teatri e i mesi di incertezza che hanno interessato l’intero settore, è rimasto in fermento e non si è arreso. In questo momento di difficoltà, viviamo come un’occasione importante la progettazione della prossima edizione del Festival, sperando che possa essere un’occasione di festa per tutta la città.” 

Gli spettacoli selezionati sono: 
L’eco della falena del collettivo toscano Cantiere Artaud, giovane realtà fondato nel 2016 che propone nuove sperimentazioni e promuove un teatro fortemente visivo e poetico; 
Sarajevo, Mon Amour del gruppo veneziano Farmacia Zoo:é, il cui progetto di ricerca, che qui debutterà, è stato sostenuto in residenza dal Teatro del Lemming nel biennio 2019-20; 
Stay Hungry di Angelo Campolo, un monologo su un’esperienza diretta con i migranti in cui il teatro diventa uno strumento per leggere il presente ed affrontare la vita; 
U* del collettivo CRiB, giovane realtà formatasi nel 2017 che sperimenta attorno alla commistione tra diversi linguaggi artistici e che in questo lavoro indaga il tema del gender; 
ed infine il Festival ospiterà la prima nazionale di We are present del coreografo e danzatore italo/danese Fabio Liberti, già ospitato in residenza presso il Teatro Studio nel 2019 dal Teatro del Lemming. 

“Pur puntando al sostegno delle compagnie della scena nazionale”, afferma Massimo Munaro “abbiamo voluto testimoniare anche quest’anno l’apertura del Festival agli scenari europei, selezionando tra gli altri il lavoro di Fabio Liberti, coreografo italiano che vive in Danimarca da quasi dieci anni”.

Il festival sarà realizzato anche quest’anno grazie alla collaborazione fra l’Associazione Festival Opera Prima e il Teatro del Lemming, con il sostegno del Comune di Rovigo, della Fondazione Cassa di risparmio di Padova e Rovigo, della Regione Veneto e del MiBACT

Opera Prima è infatti l’unico Festival teatrale in Veneto ad aver ricevuto il riconoscimento e un contributo da parte del MiBACT e ciò testimonia la rilevanza dell’evento nel panorama teatrale regionale e nazionale.

 

 

Articolo di Mercoledì 1 Luglio 2020

Condividi ora la notizia con i tuoi amici

Oggi in Spettacoli e Cultura

La tua opinione conta!

Contribuisci alle discussioni quotidiane con gli altri utenti di RovigoOggi.it