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ECONOMIA

Interventi che alleviano in parte le sofferenze del settore 

Aiuti straordinari per le “vongole”, Coldiretti Impresa Pesca Rovigo: atto concreto in un momento strategico, ma la ripresa è ancora lenta 

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ROVIGO - “Dalla Regione Veneto un atto concreto che almeno in parte va incontro alla grave situazione che stanno gli operatori del settore marittimo”. Coldiretti Impresa Pesca commenta così i provvedimenti assunti dall’amministrazione regionale a sostegno di pescatori e allevatori di vongole colpiti da eccezionali avversità atmosferiche. Nello specifico due bandi, uno dedicato alle imprese di pesca dei Cogevo di Venezia e di Chioggia che mette a disposizione 600 mila euro per le imprese con motopescherecci con draghe o turbosoffianti iscritte alle Capitanerie di Porto dei comparti marittimi di Venezia e Chioggia colpite delle mareggiate del novembre 2019. L’altro riservato agli allevatori delle lagune di Caleri, Marinetta e di Rosolina; che dispone di 200 mila euro rivolti agli allevamenti di vongole veraci che sono stati oggetto di diverse morie di prodotto tra cui quella ​gravissima di inizio 2020. LEGGI ARTICOLO

Si tratta di interventi che alleviano in parte le sofferenze del settore dell’acquacoltura veneta per la quale la ripresa dall’emergenza sanitaria è ancora lenta. “Il sostegno è strategico – spiega Alessandro Faccioli di Coldiretti Impresa Pesca - perché arriva in un momento di forte crisi dei consumi, potrebbe quindi contribuire ad evitare il fallimento e la fuoriuscita dal settore di decine e decine di imprenditori”. 

Il provvedimento interessa oltre 350 allevatori, non solo quelli associati al Consorzio Delta Nord ma anche ad altri importanti consorzi come il Consorzio Molluschicoltori Veneti e il Consorzio Foce Po di Maistra.

“Ora – conclude Faccioli – auspichiamo che la Regione accolga anche il progetto presentato dalla maggioranza dei consorzi di Rosolina e Porto Viro e discusso mesi fa dopo l’ultima spaventosa moria. Si tratta di provvedere alla raccolta dei gusci di vongole morte che giacciono sul fondale del Po di Levante. L’operazione avrebbe un duplice effetto: quello di ripristinare le migliori condizioni ambientali del fiume, fare spazio al novellame che ora invece è sacrificato dai gusci dei molluschi vecchi e, infine, dare ulteriore ristoro economico ai produttori della zona che potrebbero svolgere questa pulizia e che sono stati colpiti gravemente dalle morie”.

Articolo di Mercoledì 1 Luglio 2020

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