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CULTURA

A breve gli scavi dove sono stati rinvenuti reperti archeologici

Incontro importante alla Soprintendenza dei Beni Archeologici di Verona per il sindaco di Melara (Rovigo) Anna Marchesini per i lavori nei pressi della chiesetta di Santo Stefano

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MELARA (Rovigo) - Il sindaco di Melara Anna Marchesini si è recata alla Soprintendenza dei Beni Archeologici di Verona per concordare le attività di scavo relative alla chiesetta di Santo Stefano. Si tratta di un tassello importante, che permetterà di iniziare i lavori. Questi saranno possibili anche grazie al recente finanziamento (fondamentale per la fase iniziale dei lavori) di 15mila euro, concesso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. 

Il comune altopolesano ha in comodato d’uso gratuito (dalla parrocchia di San Materno) la chiesetta nella frazione melarese. L’oratorio è uno dei luoghi di maggior rilievo, sotto il profilo storico, nel territorio. A seguito di alcuni lavori di movimento terra per la posa di un serbatoio di gpl, nel 2016, nelle immediate vicinanze della struttura sono stati trovati reperti archeologici, nell’area a nord della chiesetta. Al ritrovamento di una prima sepoltura, alla “cappuccina”, se ne è aggiunta una seconda indice di una destinazione funeraria del sito, che fa a sua volta ipotizzare la preesistenza di un edificio di culto. Il tutto, è databile dal V all’XI secolo avanti Cristo. La prosecuzione degli scavi potrà essere realizzata con un programma pluriennale. Il comune di Melara dispone quindi di un progetto per le indagini archeologiche, predisposto dalla società cooperativa “In terras” di Civitella di Romagna (Forlì - Cesena). 

Ad occuparsi dei lavori, sarà l’archeologo Jacopo Leati. Il 35enne melarese da sempre si interessa della materia: “Seguo le notizie dei ritrovamenti archeologici da quando avevo 15 anni. Oggi posso dire di avere fatto un mestiere della mia passione. Il fatto di lavorare nel mio stesso paese, poi, è anche motivo di orgoglio”. La già citata fase iniziale prevede l’apertura e la chiusura di saggi stratigrafici sull’area esterna dell’edificio, per comprenderne meglio lo sviluppo planimetrico e l’evoluzione storica. Le fasi successive vedranno lo studio dei materiali e delle strutture murarie, il coinvolgimento delle realtà locali (dalle associazioni alle scuole) durante gli scavi e l’organizzazione di lezioni per presentare le tecniche archeologiche moderne. Verranno poi avviati stage formativi (con attività pratiche sul campo) avvalendosi della vicina base scout Santo Stefano, dotata delle necessarie attrezzature. Infine, i risultati ottenuti potranno essere presentati mediante il coinvolgimento della Soprintendenza, con eventuale pubblicazione.

Articolo di Giovedì 2 Luglio 2020

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