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IL CASO

Dura replica della Casa del sorriso alle proteste del Comitato dei famigliari

Nessun malfunzionamento o mancata manutenzione dell'impianto di climatizzazione in Casa del Sorriso di Badia Polesine (Rovigo) lo evidenzia il presidente Zerbinati

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BADIA POLESINE (Rovigo) – Il presidente della struttura Tommaso Zerbinati affida a un duro comunicato, accompagnato da un estratto delle raccomandazioni emanate nel quinto rapporto del 2020 dall’Istituto Superiore di Sanità, il punto di vista istituzionale sulla polemica suscitata dal mancato funzionamento della climatizzazione nei giorni scorsi (LEGGI ARTICOLO).

“Nessun malfunzionamento o mancata manutenzione dell'impianto di climatizzazione in Casa del Sorriso, precisa Zerbinati, abbiamo solamente rispettato le raccomandazioni dettate dall'Istituto Superiore di Sanità nella prevenzione del Covid-19, le quali contemplano l'esclusione del ricircolo di aria interna con aria esterna degli impianti di raffrescamento quale misura di prevenzione dal rischio di contagio così come stabilito dal rapporto n. 5/2020 di tale istituzione”. Il ricircolo dell'aria, secondo le linee dell’Istituto Superiore di Sanità, comporta un rischio di diffusione di un eventuale contagio in quanto parte dell’aria interna, che potrebbe contenere il virus, ritorna all’interno diffondendosi in tutti gli spazi.

Gli impianti della Casa del Sorriso sono strutturati per miscelare una parte dell'aria esterna e una parte dell'aria di ricircolo interna, con lo scopo di mantenere un microclima e temperature costanti a 25/26 gradi centigradi. Infatti, la distribuzione dell'aria nei padiglioni è strutturata ad anello per cui l’aria aspirata dall’esterno, viene raffrescata, passa in tutte le camere ed esce nuovamente all’esterno. Prima di uscire entra in una “stanza di miscelazione” dove si mescola con quella aspirata dall’esterno abbattendone così la temperatura al fine di ridurre il gap termico fra l’aria calda esterna e quella fresca interna migliorando l’efficienza energetica dell’impianto.

Dal punto di vista tecnico è stato necessario chiudere le paratie della “stanza di miscelazione” al fine di consentire che l’aria interna non si mescoli più con quella che proviene dall’esterno e così si è isolato il ricircolo. Chiaramente viene meno l’efficienza dell’impianto con un minor raffrescamento e minore abbattimento dell’umidità, ma si rispettano comunque le misure di prevenzione e, in definitiva la salute degli ospiti. Per raffrescare un volume di aria notevole come quello di un intero padiglione senza miscelazione servirebbe un motore molto più potente. 

L’esposizione mediatica di questa vicenda, secondo il Presidente, è stata verosimilmente montata ad arte per attaccare l'amministrazione che nei duri mesi della pandemia ha lavorato senza sbavature garantendo che la struttura rimanesse Covid free”. “A qualcuno probabilmente questo ha dato fastidio, rincara Zerbinati, soprattutto a Chi ha sempre scommesso sulla perdita di qualità del servizio e rimane l'amaro in bocca per il comportamento scomposto del Comitato dei Famigliari il quale, lungi dal "collaborare nella gestione dei servizi” come da regolamento, si è affrettato a comunicare ai "quattro venti" una notizia senza verificarne la veridicità ma soprattutto senza essersi prima interfacciato con l'Amministrazione e Direzione dell'Ente come cortesia istituzionale vorrebbe”. 

La nota si conclude con accenti volutamente polemici quando afferma: “Del resto il Comitato dei Famigliari (per la cronaca: Paolo Aguzzoni, Graziano Berto, Guy Blachine, Nicoletta Ferrighi e Stefania Prearo) è ormai avvezzo a travalicare il proprio ruolo chiedendo udienza agli uffici regionali o con inopportune carnevalate di piazza elevandosi così quasi a forza politica della città”.

Ugo Mariano Brasioli

Articolo di Sabato 4 Luglio 2020

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