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DIDATTICA A DISTANZA

I genitori degli studenti in tempo di lockdown: "Orgogliosi di fare parte della scuola media Venezze"

Giorgia Bisio, coordinatrice del plesso dell'Ic Rovigo 2, porta la testimonianza delle famiglie che hanno contribuito a realizzare le attività scolastiche da casa. "La nostra scuola è entrata nelle nostre case" dice una mamma

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ROVIGO - Terminati gli esami, consegnati i documenti di valutazione la professoressa Giorgia Bisio, fiduciaria della scuola media “F. Venezze” dell’Istituto Comprensivo Rovigo 2 ha intervistato alcuni dei genitori della per avere uno spaccato di questi mesi scolastici durante i quali docenti, famiglie, alunni hanno lavorato gomito a gomito, pur se a distanza, per riuscire a superare ogni difficoltà e portare a termine i programmi scolastici.
Una scuola sempre in prima linea per attività di approfondimento, come il progetto Etwinning (LEGGI ARTICOLO), e di successo anche in periodo di Coronavirus, vedi il premio Abafoods (LEGGI ARTICOLO).

"Nella nostra scuola la Dad, didattica a distanza, è partita praticamente subito. - racconta Eva Nemet, mamma di Marco e Davide, classe prima e terza - I momenti difficili non sono mancati, a volte problemi di connessione, a volte qualche computer che ha deciso di non funzionare come doveva ma anche queste situazioni sono state gestite con professionalità e disponibilità da parte dei docenti. Anche le famiglie si sono messe in gioco, i ragazzi si sono presentati alle lezioni, avevamo il 100% degli alunni raggiunti e connessi. Complessivamente posso dire che è stata un’esperienza positiva che ha insegnato ai ragazzi a diventare più autonomi, a saper organizzare il loro tempo tra compiti, video lezioni, interrogazioni e svago. Avendo avuto un figlio anche in terza, sono stata molto contenta in quanto sono stati seguiti fino all’ultimo con la tesina e hanno affrontato l’esame con serenità".

"Grazie alla Dad i ragazzi della scuola media Venezze oltre a proseguire con il programma scolastico già dai primi giorni di marzo hanno avuto anche l’occasione per il tutto il periodo del lockdown di contrastare l’isolamento sociale ritrovandosi quotidianamente con gli insegnanti e con tutto il gruppo classe. Questo ha aiutato, neri tre mesi in cui non hanno potuto uscire di casa, a dare una sensazione di normalità scolastica e di continuità nel rapporto con i coetanei" afferma Claudia Persona, mamma di Viola, classe seconda.

Mimoza Xhabrahimi, mamma di Joele, classe prima: "I docenti hanno avuto un ruolo fondamentale nel trasmettere agli allievi in quei difficili momenti fiducia, coraggio, senso di responsabilità e solidarietà. I professori hanno saputo proseguire con tanta disponibilità e creatività il proprio lavoro. Siamo orgogliosi di far parte della “comunità” della scuola media Venezze".

"Non dimenticherei la capacità del corpo docente - aggiunge Stefano Sturaro, papà di Sole, classe terza - di sperimentare varie soluzioni tecnologiche, arrivando a scegliere la piattaforma più idonea e l’ottimo livello di comunicazione con le famiglie in tutti i momenti, anche quelli più complicati".

"Meriterebbero un premio tutti i nostri ragazzi, le loro famiglie e i nostri professori! - dice Rosita Gennari, mamma di Giovanni classe seconda - Per il paziente impegno nel trovare nuove strategie, una riorganizzazione dello studio e delle varie attività proposte. Rilevante la prontezza della scuola nell’individuare la necessità di supporti informatici per le famiglie che si sono trovate a gestire più figli con un unico pc in casa. Una miscela che ha contribuito a mantenere un ottimo clima che già si respirava prima dell’emergenza. Nella nostra scuola siamo una grande famiglia e abbiamo condiviso le difficoltà che inevitabilmente ci sono state".

"Non è stato un periodo facile e probabilmente nessuno vorrebbe ritrovarcisi di nuovo in mezzo - conclude Alessandra Tozzi, mamma di Victor e Azzurra, classe prima - perché il valore della relazione in presenza della scuola con la S maiuscola sta nella condivisione e nella vicinanza sociale tanto demonizzata in questo difficile periodo. Nonostante le storie delle singole famiglie, la storia della nostra scuola si è distinta per l’aspetto umano che mai è mancato nemmeno nella lontananza. Gli insegnanti, qualcuno in particolare, è riuscito a trasformare il disagio in opportunità di nuova didattica, facendo attenzione ai segnali che i ragazzi mostravano anche dietro agli schermi. La nostra scuola è entrata nelle nostre case".

 

 

Articolo di Domenica 5 Luglio 2020

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