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TURISMO LENTO

Terzo appuntamento con la via dell’archeologia

Canalbianco, chiuso il ciclo di tappe per amministratori di Rovigo: slow tourism in fase operativa 

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ROVIGO - Con “La Via dell’archeologia” si chiude il ciclo di tappe riservato ad amministratori e stakeholder. La terza sperimentazione del progetto di turismo lento che mira a promuovere la navigazione interna lungo il Canalbianco e la mobilità lungo le ciclabili polesane, ha vissuto il suo ultimo appuntamento sabato 4 luglio con protagonista il ramo orientale del cosiddetto “fiume di mezzo”. 

Intenso il programma di giornata che ha visto il ritrovo dei partecipanti al museo dei Grandi Fiumi di Rovigo da dove il gruppo è partito in bicicletta direzione porticciolo/attracco presso l’Interporto di Rovigo: di qui, a bordo de “La Rossoblù”, si è navigato fino all’attracco di Adria, presso l’ostello Amolara, per una sosta che è coincisa con la visita al Septem Mària Museum e con il pranzo consumato nel giardino esterno. Quindi, tutti di nuovo in sella verso il Museo archeologico e poi via lungo il fiume direzione l’attracco di Lama Polesine (El Baracchin) per un altro giro di bici che ha condotto a Gavello lungo la Ciclovia di San Beda tra barchesse e le mura dell’antico monastero dei frati; rientro a Rovigo infine a pomeriggio inoltrato sempre lungo il Canalbianco.

A quest’evento, che seguiva “La via delle acque” (da Fratta Polesine a Bagnolo Po/Canda/Trecenta) e “Tra ville e castelli” (da Bosaro a Pincara, Frassinelle), andate in scena rispettivamente sabato 20 e sabato 27 giugno scorsi, erano presenti i Comuni di Rovigo, Adria, Pontecchio, Gavello, la consigliera Laura Foralosso in rappresentanza della Fondazione Cariparo e il vicepresidente Diego Crivellari per l’Accademia dei Concordi; a bordo anche l’ex direttore del museo dei Grandi Fiumi Raffaele Peretto, oggi presidente del Cpssae con la dottoressa Sandra Bedetti oltre a una delegazione di Fiab Rovigo.

Il progetto, ribattezzato non a caso “Dalla A alla Z” - con il chiaro intento di richiamare già nel nome Adria e Zelo, ovvero le due estremità navigabili del Canalbianco - è fortemente voluto dalla Provincia di Rovigo con la preziosa collaborazione di Assonautica e Fiab Rovigo e del Cpssae. Conclusa questa prima fase di prova, riservata come detto agli amministratori del territorio (che hanno risposto in modo entusiasta in queste tre occasioni), si è finalmente pronti ad entrare in quella operativa allargando dunque l’offerta slow mista nave-bicicletta anche a turisti, locali e non.

L’obiettivo, davvero ambizioso, è quello di lanciare il turismo sostenibile e quindi anche l’economia locale offendo un tipo di visitazione, cosiddetta di prossimità, in linea con le regole imposte dalla recente emergenza Covid-19: il visitatore, a bordo della barca, può apprezzare fino in fondo scorci di paesaggio che difficilmente, anzi quasi mai, si riescono a godere appieno percorrendo le strade o i tratti ciclabili che costeggiano il Canalbianco.

Articolo di Lunedì 6 Luglio 2020

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