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BIBLIOTECA ADRIA

Cavallari: Barbierato ancora una volta non ha detto la verità

Il consigliere comunale di Adria (Rovigo) Lamberto Cavallari commenta la lettera inviata dall'ex responsabile della biblioteca comunale, Livio Crepaldi, all'amministrazione comunale, specificando che non è proprio stato un addio piacevole per lui

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ADRIA (Rovigo) - Dopo aver espresso la propria vicinanza ai lavoratori di Giada che stanno affrontando un momento difficilissimo a causa degli avvicendamenti societari della Jacob Coen, Cavallari passa all’analisi degli ultimi eventi della settimana scorsa.

“Dopo il problema dell’autovelox sulla strada per Cavarzere e quello dello svincolo al Passetto, la scorsa settimana è arrivata anche la notizia delle dimissioni del professor Livio Crepaldi dalla biblioteca di Adria, non certo un fulmine a ciel sereno, vista l’età del prof Crepaldi".

"Quando è arrivata la notizia, subito il sindaco Omar Barbierato si è speso in grandi consensi per Livio Crepaldi e per l’attività svolta, come anche l’assessore Micheletti, che festeggiando per il riconoscimento ad Adria di “Città che legge” ha voluto ringraziarlo".

E qui l'attacco: "Ma questa amministrazione ha dei grossi problemi con la realtà o quanto meno vive distaccata dalla realtà che tutti conosciamo. Infatti, sentiti i ringraziamenti e avuta notizia di un contrasto fra il professor Crepaldi e l’amministrazione, avevo chiesto di poter avere copia della lettera protocollata, scoprendo che almeno per il mese di giugno non ve ne era traccia. Solo stamattina sono entrato in possesso della lettera del professor Livio Crepaldi".

Proseguendo: "Grande è stata la sorpresa quando ho letto i contenuti di questa lettera, ben diverso da quanto veniva riferito dal sindaco: dimissioni arrivate per motivi di età, ma anche per fatti dell’amministrazione che il professore non condivide, fatti che precludono prospettive di crescita e sviluppo della biblioteca; una relazione di dicembre 2019 sullo stato della biblioteca rimasta priva di riscontro; ma anche aspetti secondari, ma non meno importanti, quali gli spostamenti del personale, lo stato della biblioteca dei ragazzi, fino a parlare di un chiaro intento di emarginazione nei suoi confronti da parte di questa amministrazione".

Aggiungendo poi: "Parole pesanti, soprattutto per chi, come il professor Livio Crepaldi, sa bene come usarle. Infine, l’indicazione quale suo successore del professor Antonio Giolo, e la chiusura: lascio con amarezza perché in settant’anni di impegno è la prima volta che lascio prima del termine del mandato. Parole pesanti, che indicano come il sindaco non abbia neppure voluto dire la verità sui fatti per cui il professor Crepaldi ha scelto di lasciare la biblioteca". 

Concludendo: "Il sindaco aveva tutto il diritto di cambiare il referente della biblioteca, ma doveva farlo con coraggio, metterci la faccia, cambiare Livio Crepaldi per cambiare passo, e se il piano era di far entrare il professor Antonio Giolo si sarebbe proseguito.  Ora mi auguro che il prof Giolo non si presti a queste manovre, e non accetti, anche perché questi fatti renderebbero difficile gestire i rapporti con la stessa cittadinanza”.
Articolo di Martedì 7 Luglio 2020

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