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BADIA POLESINE

Annullata la 37° edizione Festa regionale della polenta

La storica festa gialloverde di Villa d’Adige (Rovigo), che nel 1992 col riconoscimento della Regione Veneto, diventò la “Festa Regionale della Polenta”, nel 2020 va in pausa

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BADIA POLESINE (Rovigo) – La notizia dell’annullamento della 37° edizione della ‘Festa regionale della polenta’, è rimbalzata in paese e sui social col rombo di un tuono a ciel sereno. Si tenga presente che la Festa della Polenta di Villa d’Adige è sempre stata una delle manifestazioni di maggiore richiamo per Badia Polesine e l’intero Polesine.

Con un laconico post sulla pagina facebook, il patron della festa Angelo Brenzan ha, infatti, comunicato che il tradizionale appuntamento di settembre, che ogni anno richiamava nella frazione di Villa d’Adige, migliaia di persone, decine di personaggi della politica (persino Matteo Salvini e Luca Zaia la inaugurarono nel 2017) e dello spettacolo, non si farà.

È una conseguenza della pandemia da Covid 19 e delle restrizioni ancora in vigore in materia di contenimento del virus che ha scoraggiato gli organizzatori nel riproporre  una manifestazione per sua natura molto complessa. 

“La Festa regionale della polenta quest’anno non si farà - fa sapere Angelo Brenzan – per le difficoltà organizzative causate dal Covid 19, aspettando tempi migliori, la speranza è di  riprendere l’appuntamento il prossimo anno”. La storica festa gialloverde, che nel 1992 col riconoscimento della Regione Veneto, diventò la “Festa Regionale della Polenta”, dunque, nel 2020 va in pausa (almeno così si spera).

Originariamente organizzata dal Gruppo Manifestazioni Villa d'Adige, la fdesta era nata per celebrare “la gialla regina” nella sua culla d’origine, via via è cresciuta fino a diventare un appuntamento imprescindibile per moltissime persone provenienti da ogni dove, anche grazie ai menù a tema variabile e a un ricco carnet di spettacoli (memorabile l’esibizione dei Nomadi nel 2009), fra orchestre di ballo e l’esibizione di big del revival: Camaleonti, Dik Dik, New Trolls e Cugini di campagna. L’organizzazione arrivò a prolungare il calendario a venti giorni consecutivi. La festa, con uno sforzo organizzativo senza eguali, era così diventata una kermesse popolare ed un palcoscenico per i politici che sotto quel tendone organizzavano incontri; solo l’anno scorso la festa è stata aperta dall’ex ministro Erika Stefani. 

Grazie al crescente successo, la manifestazione si è arricchita di riconoscimenti entrando dal 2005 nel circuito nazionale dell’Associazione Polentari d’Italia che ogni due anni organizza un raduno nazionale itinerante. Proprio in questo circuito nel 2012 l’associazione villabonese riuscì a organizzare il riuscitissimo annuale raduno nazionale dei Polentari, nell’occasione ospitato nel capoluogo badiese.

Nel 2015, infine, fu costituito il “Gruppo Culturale Polentari” con sede in Piazza S. Costanzo, mentre il 2017 è stato l’anno di fondazione della “Venerabile Confraternita della Polenta di Villa d’Adige”, con l’obbiettivo di sostenere lo sviluppo economico e sociale del territorio polesano attraverso la valorizzazione di ciò che ancora oggi viene soprannominato “Oro del Polesine”.

Ugo Mariano Brasioli

Articolo di Giovedì 9 Luglio 2020

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