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La questione dello stadio Gabrielli diventa un caso politico

Mattia Maniezzo, consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, entra a gamba tesa sulla questione stadio Gabrielli, Rovigo calcio senza un campo allo stato attuale delle cose, e non è una cosa normale

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ROVIGO - L’amministrazione del Comune di Rovigo si è incartata da sola. Questione stadio Gabrielli che tiene banco, Rovigo calcio estromesso dall’impianto che non può andare a gara. Non essendo a norma di Legge ogni bando è precluso per una struttura di questo genere. Ma è l’intervento di Mattia Maniezzo, consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, che entra a gamba tesa sulla questione.

“In questi giorni, si sta giocando una partita molto importante tra due società, la Rovigo Calcio e la Grandi Fiumi, in cui l’arbitro sarà il Sindaco Edoardo Gaffeo. L’oggetto della partita è la possibilità di usufruire degli impianti sportivi del Gabrielli.

Ci troviamo ad avere due società che, per ragioni storiche, oltre ad essere molto difformi sul piano sostanziale, si trovano anche ad avere un pessimo rapporto l’una con l’altra. Signor Sindaco, ma è sicuro che nell’interesse del futuro del calcio nella nostra città, la scelta sia quella di dividere l’uso dell’impianto? Ad una prima analisi verrebbe da rispondere di sì, ma invece, vorrei soffermarmi su evidenti diversità che farebbero capire che una scelta “fifty fifty”, sia non solo ingiusta, ma addirittura dannosa per il futuro del calcio cittadino”.

“Il Rovigo Calcio - continua Maniezzo - la cui concessione è scaduta il 30 giugno (ma anche su questo ci sarà da discutere nelle sedi competenti, ndr), ha investito nell’ultimo anno e mezzo circa 150 mila euro spesi, per allestire la prima squadra militante nel campionato regionale di prima categoria, per potenziare il settore giovanile (è stato ingaggiato il professor Ercolin), per mantenere e migliorare le strutture del Gabrielli a spese zero per il comune. Questa società conta ad oggi oltre 220 tesserati (mercoledì ne dichiarava 180, ma sono tanti comunque, ndr), mentre la società Grandi Fiumi circa 40. La società Rovigo Calcio ha adempiuto a tutte le 17 prescrizioni imposte dal settore servizi sportivi nella persona del dirigente dottor Giovanni Tesoro senza ricevere alcuna contestazione.

Ora, oltretutto, ci si trova nella assurda situazione in cui il dottor Tesoro, ha intimato al Rovigo Calcio di non fare più attività sportiva né di accedere agli impianti, nonostante la società abbia comunicato di avere all’interno dei locali, tutto il proprio materiale amministrativo e sportivo ed abbia presentato richiesta per la nuova assegnazione. Contestualmente, mi è giunta voce che la società Grandi Fiumi abbia accesso agli impianti. Ma è normale tutto ciò?”.

Stadio Gabrielli che diventa un caso politico, un impianto prestigioso che fa gola, non tanto per gli incassi che in prima categoria non fanno la differenza, ma per tutto quello che ruota attorno. Eppure ci sono società che lavorano con tante soddisfazioni in ambito calcistico senza aver bisogno del salotto buono del calcio, citiamo il San Bortolo, ma di società capaci in ambito giovanile la città è piena.

“Comunque, sembrerebbe che la soluzione al vaglio della giunta sia quella di fare coesistere le due società dando 2 campi all’una e due campi all’altra. A parte il fatto che dare il medesimo spazio a due società estremamente diverse nella grandezza (Rovigo Calcio oltre 220 tesserati, Grandi Fiumi circa 40 tesserati) è già di per sé una assurdità che anche un bambino ai primi anni della scuola materna capirebbe, così facendo si rischia non solo di impedire un corretto svolgimento degli allenamenti da parte di tutti gli atleti interessati, ma soprattutto si rischia di far svanire quel progetto di riportare a buoni livelli in Calcio cittadino proprio perché la società Rovigo Calcio, ovviamente, non troverebbe più vantaggioso continuare ad investire sul progetto in quanto le condizioni oggettive non glielo permetterebbero”.

C’è da dire che il Comune di Rovigo dovrebbe sapere che dei 4 campi del Gabrielli solo due sono omologati dalla Federazione per le partite di campionato, un fatto non trascurabile, anzi è il vero problema della questione. Magari prima di prendere strade tortuose basterebbe informarsi.

“Io sono a favore di ogni tipo di sport ed ogni persona, giovane o meno giovane, ha il sacrosanto diritto di poter praticarlo, ed è dovere dell’amministrazione , creare le migliori condizioni possibili affinché tutti possano accedervi. Altresì, però, sono anche conscio che come amministratori dobbiamo premiare chi investe nello sport, chi crea progettualità futura, perché avere dei team ad alti livelli, vuol dire aumentare il prestigio cittadino, oltre ad avere un volano per lo sviluppo.

Siamo sicuri che non esiste altra soluzione per il Gabrielli? Non esistono altri impianti “minori” in cui società più piccole possono comunque avere la propria giusta dimensione per poter lavorare ed eventualmente crescere? La invito, Signor Sindaco a valutare attentamente questa situazione alla luce di dati oggettivi, valutando con cautela e nell’interesse dello sport. Mi auguro che possa trovare la soluzione giusta, altrimenti, Lei (come chi prima di Lei) perderà un’altra occasione per far rinascere il calcio nella nostra città”.

Articolo di Giovedì 9 Luglio 2020

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