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VOLONTARIATO

Disabilità visiva: un corso di sensibilizzazione e ricerca

I volontari del servizio civile nazionale di Rovigo impareranno le tecniche di accompagnamento delle persone con disabilità visiva, sperimenteranno l’esperienza di orientarsi nella propria città con il bastone bianco e bendati

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ROVIGO - Venerdì 10 luglio 2020 torna “Rovigo senza un Senso”, il progetto dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Rovigo che vede l’attuazione di diverse iniziative di sensibilizzazione, formazione e ricerca relativamente alla Cecità e all’Ipovisione.

La dottoressa Valentina Borella, Pedagogista Clinico e Psicomotricista Funzionale, specializzata in Neuroscienze per l’Educazione, condurrà il secondo di una serie di incontri di formazione che la sezione territoriale di Rovigo ha messo a calendario per l’anno 2020-2021 per i nuovi volontari del Servizio Civile Nazionale che hanno preso servizio recentemente.

Dopo la formazione sull’ipovisione in cui la dottoressa Borella, consigliere delegato dell’UICI di Rovigo affiancata dal presidente Flavio Buoso, nella giornata di venerdì accompagnerà i volontari nel mondo della cecità, attraverso esperienze in ambiente urbano, nella nostra Rovigo che di fronte ai bastoni bianchi si trasforma nella Rovigo senza un senso raccontata con entusiasmo dalla docente.

Entrare nel mondo dell’ipovisione e della cecità richiede una buona dose di fiducia nel darsi la possibilità di vivere ciò che siamo abituati ad avere con la vista, in assenza della stessa. I volontari del servizio civile nazionale impareranno le tecniche di accompagnamento delle persone con disabilità visiva, sperimenteranno l’esperienza di orientarsi nella propria città con il bastone bianco, bendati per simulare una privazione della vista, prenderanno un caffè “senza un senso” al bar e non avrà lo stesso gusto di sempre, un “caffè al buio” non si scorda mai, seguirà un pranzo presso la sede in via Pascoli 1P in cui verranno provate e sperimentate in prima persona le tecniche di autonomia a tavola.

Valentina Borella per l’occasione sarà affiancata dalla vice presidente Caterina Benini, che nei prossimi mesi si occuperà della formazione relativa al Braille.

“Quello che sogno è che un giorno tra i miei studenti ci siano i cittadini della mia Rovigo senza un senso, sogno una valanga di persone che sperimentano l’esperienza dell’ipovisione e della cecità e che imparano ad essere un accompagnatore - dichiara Valentina Borella - sono una persona che sogna grande, sempre, per questo motivo continuo a credere che non sia all’interno delle stanze di riabilitazione che si possa creare l’opportunità per chi nasce o perde la vista durante la propria vita. Credo nell’inclusione che si crea, molto meno in quella che si predica, per questo motivo le mie formazioni le tengo in piazza e per l’occasione divento non vedente per scelta.”

Le tecniche di accompagnamento delle persone con disabilità visiva si basano su tecniche e principi che non sono dettati dal semplice buonsenso.

 

Articolo di Giovedì 9 Luglio 2020

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