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PROVINCIA DI ROVIGO

Traniello Gradassi: “Dall’Ara, un presidente senza alcun alibi che non ha rispettato il programma”

Secondo il segretario provinciale di Rovigo del Pd il presidente della Provincia è il peggiore di sempre. Bene hanno fatto i consiglieri Siviero, Martello, Mazzuccato ad uscire dalla maggioranza

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ROVIGO – Un documento di uscita dalla maggioranza consiliare della provincia di Rovigo, per non condivisione di modi, strategie e missione politica è stato proposto e sottoscritto dai consiglieri del Partito democratico di Palazzo Celio annunciando l’uscita formale dalla lista a sostegno di Ivan Dall’Ara presidente. Anche il consigliere Roberto Pizzoli ne condivide il contenuto, ma non l’ha formalmente sottoscritto.

E’ il segretario provinciale del partito democratico Giuseppe Traniello Gradassi che commenta il fatto che il presidente Dall’Ara, in carica fino al prossimo anno, non ha più la maggioranza. “Il distinguo, l’uscita “de facto” dalla maggioranza dei tre consiglieri provinciali di centrosinistra di lunedì 6 luglio, non è solo un atto politico meditato e sofferto per la sua portata, ma rappresenta tutto il disagio che purtroppo l’ente Provincia più incoerente, illogico e fantasioso, in senso negativo, d’Italia purtroppo per il Polesine rappresenta”.

Per Traniello Gradassi lunedì si sarebbe compiuto un passo verso una maggiore chiarezza su una gestione presidenziale che viene definita opaca. “Sin dal primo momento non ha mai rispettato il programma che la lista di maggioranza dei consiglieri aveva proposto – afferma il segretario provinciale del Pd - non ha mai consentito reali rapporti di correttezza e condivisione con chi avesse un minimo di spirito critico.  L’esempio più lampante è l’accanimento su alcuni problemi come quelli riguardanti l’importantissimo comparto della pesca che coinvolge migliaia di famiglie, alla cui risoluzione, determinante è stata la partecipazione ed il voto dei consiglieri Francesco Siviero del Pd, Sara Mazzucato come lista civica ed Alberto Martello del Pd (tre su cinque); consigli e voto che ha visto più e più volte (aldilà dei proclami) la mancata partecipazione dei consiglieri della Lega Fabrizio Bonin ed Emanuela Beltrame e un presidente con tutto l’apparato burocratico dell’ente messi in minoranza”.

“Voto che vista la valenza generale dell’argomento in qualsiasi organo elettivo normale e non normato come le attuali province, avrebbe portato alla corretta ed inevitabile sfiducia al Presidente.
Ne abbiamo quindi una immagine, una rappresentazione di un ente autocratico volto più ad una sua fugace e poco utile sopravvivenza senza una reale e condivisa strategia di una tattica gestionale assolutamente improvvisata volta con decisioni volte più ad un effetto mediatico senza una reale valutazione delle conseguenze e reale risoluzione dei problemi conseguenti”.

Oltre alla vicenda dei diritti esclusivi di pesca, che ha visto Dall’Ara “andare sotto” in consiglio provinciale, “la rinegoziazione dei mutui era ed è una misura istituita per ricavare risorse atte a fronteggiare la crisi derivante dall’emergenza del Covid-19 - afferma Traniello Gradassi - non per rimettere in ordine il bilancio dell’ente compromesso da continue scelte sbagliate.
Il tutto con pochi scrupoli e scarso confronto porta ad un accumulo di cariche del presidente, sintomo del suo isolamento, che forte solo della partecipazione azionaria, non di una reale strategia risolutiva, lo porta ad essere: presidente dell’Assemblea dei sindaci del Consvipo, defenestrando all’improvviso e senza alcun reale motivo, se non l’appropriazione del Consorzio, il sindaco Siviero, e ad essere ora anche l’amministratore unico di Polesine Tlc”.

Pesca, mutui e partecipazioni sono motivi sufficienti per il segretario del Pd per abbandonare il presidente Dall’Ara al suo corso. “Non c’è che da ringraziare i tre consiglieri che lunedì hanno presentato il loro distinguo - conclude Traniello Gradassi - di aver chiesto chiarezza sollevando definitivamente il velo su un’azione politico amministrativa che nulla ha a che fare con i proclami di collaborazione e condivisione, anzi è solo il frutto di improvvisazione e di un decisionismo costruito da pochi elementi di un centrodestra sempre più frammentato preda di piccoli personalismi autoreferenziali”.

Il documento aveva trovato la condivisione nei contenuti anche del sindaco di Porto Tolle, iscrittosi alla Lega per Salvini premier che non ha voluto sottoscrivere la sfiducia a Dall’Ara.
Fa specie la posizione differenziata del sindaco Pizzoli, probabilmente il più coinvolto territorialmente dal continuo pernicioso accanimento nei confronti del comparto pesca e che nulla avrebbe potuto senza l’apporto determinante dei suoi tre coerenti colleghi, che condivide ma non firma il documento presentato” sottolinea Traniello Gradassi.
Conclude il segretario provinciale del Partito democratico con un appello: “Sindaco Pizzoli la “Politica”, quella vera che lei cita, è fare ed agire “coerentemente e conseguentemente” a favore delle proprie genti e territori, molto più che l’adesione ad uno schieramento politico, la Lega. Il suo partito, come lei, dovrebbe interrogarsi come sia possibile, perseguire interessi del Territorio e continuare a puntellare la peggiore presidenza della provincia di sempre, senza perdere non solo la dignità, ma anche il rispetto politico nei confronti di chi rappresentate”.

 
Articolo di Sabato 11 Luglio 2020

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