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IL CASO

Il Rovigo calcio risponde alle critiche delle società del territorio

Una situazione che non ha precedenti nella Rovigo del calcio, monta la polemica, non solo contro Palazzo Nodari, ma anche tra società del capoluogo. La risposta della società biancazzurra

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Succede a:
Monica Nale, Giuseppe Calabria, Roberto Benasciutti e Massimiliano Vissoli

ROVIGO - Clima rovente nella Rovigo del calcio. Società biancazzurra fuori dal Gabrielli da 12 giorni (LEGGI ARTICOLO), Palazzo Nodari che sta ancora valutando il da farsi, intanto il Rovigo calcio sabato si è radunato davanti ai cancelli blindati, un protesta silenziosa (LEGGI ARTICOLO). Quasi in contemporanea una lettera firmata da Grandi Fiumi, San Bortolo, Grignano e Duomo contro il Rovigo calcio (LEGGI ARTICOLO). Di domenica la risposta della società del presidente Calabria e del patron Benasciutti, a firma dell’avvocato Massimiliano Vissoli.

La risposta

I settori giovanili per crescere devono avere una società con un progetto finanziario in primis e una prima squadra possibilmente in categorie professioniste. La filiera non si costruisce solamente facendo pagare le rette alle famiglie, ma investendo spesso proprie risorse e capitali creando una realtà sportiva che con le giuste competenze tecniche diventa un linfa vitale per la società. Il calcio Rovigo rappresenta la società che porta il nome della città, e in questi due anni i risultati sul campo della prima squadra e del giovanile parlano chiaro (compresa la coppa disciplina regionale vinta, dato che si parla di esempi!) ed è un fatto normale che I ragazzi ambiscano a giocare nella società Rovigo, nello Stadio che da sempre ha ospitato il Rovigo.

Succede così dappertutto e per esperienza visto che e stata citata la Spal di cui sono stato più volte socio e proprietario I settori giovanili nelle società professionistiche diventano I punti di riferimento per I giovani tecnicamente più portati. Un settore giovanile senza la prima squadra è come un giocatore di calcio senza una gamba, al ruolo sociale delle società va affiancato anche quello economico, a certi livelli diventa valore aggiunto per l’economia dei paesi e delle città.

Ci meravigliano le considerazioni fatte dai vari presidenti I quali non hanno altro da dire se non commentare, per altro senza cognizione di causa I numeri del Cacio Rovigo e di disquisire sulla gestione interna della società; non ci sogneremo mai di mettere bocca in casa d’altri, ed il fatto che tecnici o giocatori si trasferiscano da una società all’altra diventa oggetto di scontro forse nelle favole o nessuno di voi ha mai chiamato giocatori di altre società? Da che mondo e mondo si spostano dirigenti, allenatori, giocatori, e i giovani soprattutto, si muovono sempre con il consenso dei genitori

Quale è allora il problema? Non vorremmo che la protesta fosse dovuta al fatto che una Società come il Rovigo calcio, che diventa forte e solida finanziariamente, possa diventare il punto di riferimento dei settori giovanile di tutte le piccole società della provincia come avviene normalmente nella città capoluogo di Provincia. Come dimenticare il fallimento del progetto biancoazzurro, il cui tentativo era esattamente quello proposto oggi da alcune società. Ecco che allora il settore giovanile diventa per noi di grande valore, il calcio sia quello dilettantistico e professionista è fatto di valori, di risultati dentro e fuori dal campo, non di polemiche e insulti continui. E la differenza la fanno le persone competenti e serie come quelle che si adoperano per il Rovigo e i numeri lo dimostrano, sono i numeri della federazione, non le chiacchiere che qualcuno da due anni continua a fare, fomentando sempre confusione e denigrazione verso chi cerca di costruire un progetto di lungo periodo.

Non siamo certo noi ogni estate ad alzare il polverone che c’è anche ora in città. Capiamo la vostra preoccupazione ma la finalità per noi e questa. Quella di collaborare con tutti I settori giovanili di tutta la città. Riportare cose sbagliate e offendere una società che e rappresentata da persone per bene non danneggia solo noi, ma l’immagine della città riportata fuori da questo territorio, e se sappiamo cosa anima i Grandi Fiumi siamo stupiti della presa di posizione così come è stata posta da altre società... abbiamo sempre detto e confermiamo che siamo pronti ad investire sullo stadio (cosa per altro già iniziata) e parteciperemo al bando quando il comune lo pubblicherà, lo facciano tutti gli interessati. Forse i dirigenti di queste storiche società, non certo i Grandi Fiumi, sanno che i signori Cittante, Garbellini, Rossi hanno consumato le suole e le tessere telefoniche per convincere Benasciutti a fare società con loro? Ora è diventato un mago da criticare? Come si cambia idea in fretta! Il calcio che vorremmo è diverso, collaborazione e stima reciproca tra le varie società in relazione tra loro, senza essere ipocriti e far finta di non sapere come funziona il calcio da quando esiste. Noi ci sforziamo di dare il buon esempio, siamo costretti a rispondere a continui attacchi provenienti sempre dalla stessa campana, ma evitiamo di far assistere ai nostri ragazzi a scene imbarazzanti e poco edificanti, lasciando che possano giocare a calcio, lo sport più bello del mondo, con la maglia che decideranno loro di indossare, ma per farlo comunque servono gli impianti, che voi avete, e lungo la strada non si fa calcio, si fanno chiacchere.

Avvocato
Massimiliano Vissoli

Articolo di Domenica 12 Luglio 2020

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