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IL CASO

Stadio Gabrielli ancora chiuso, la società attende con ansia

Iscrizione al campionato vincolata alla presenza di un campo dove giocare, Rovigo calcio che intanto si sta rafforzando sotto il profilo societario, spunta un terzo imprenditore al fianco di Benasciutti e Reale

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Roberto Benasciutti

ROVIGO - Il Rovigo calcio fuori dalla porta (LEGGI ARTICOLO). Lunedì 13 luglio nessuna novità dopo il cambio di “serrature” dello stadio Gabrielli (LEGGI ARTICOLO), società del presidente Giuseppe Calabria che sta ancora aspettando di sapere se potrà rientrarci, ma soprattutto come.

Visto che il Comune di Rovigo ha dichiarato conclusa la deroga sulla convenzione esistente, pur non potendo andare a bando perché l’impianto non è a norma, la società che ha tutta la filiera del settore giovanile, ed una prima squadra costruita per vincere il campionato (LEGGI ARTICOLO), attende con ansia di capire cosa succederà.

Tra lettere (LEGGI ARTICOLO), accuse, risposte (LEGGI ARTICOLO) e proteste fuori dal Gabrielli (LEGGI ARTICOLO), il clima si è ulteriormente surriscaldato.

Sul fronte societario, prima delle iscrizioni delle squadre al campionato, su cui pesa come una spada di Damocle la questione stadio, intanto si mettono al posto giusto i tasselli mancanti. Futuro del Rovigo calcio già tracciato, Giuseppe Calabria cederà la maggioranza al patron Roberto Benasciutti, con lui anche Luca Reale che si occuperà di dare l’importanza che merita il settore giovanile. Ma c’è un terzo nome su cui c’è il massimo riserbo, un noto imprenditore rodigino, che con Benasciutti, entrerà in società per dare solidità ad un progetto pluriennale. 

Tutto in stand-by. Appuntamento dal notaio fissato, ma potrebbe essere rimandato se il Comune di Rovigo non assegnerà lo stadio Gabrielli al Rovigo. Società biancazzurra che è disposta ad “ospitare” anche il Granzette per le partite domenicali, ma ha l’assoluta necessità di avere a disposizione l’intero impianto, a fronte dei 180 tesserati e delle numerose squadre del settore giovanile. Una filiera completa che potrebbe anche portare il Rovigo, a dover considerare il fatto di iscrivere due squadre in alcune categorie. Una soluzione che potrebbe essere valutata nelle prossime ore.

Una situazione paradossale se si guardano i numeri, con due campi omologati dalla Figc e due spogliatoi, il terzo ed il quarto terreno di gioco dello stadio Gabrielli possono essere utilizzati solo per gli allenamenti. Anche volendo, manca il tempo tecnico per la realizzazione di un terzo spogliatoio, visto che a settembre comincerà tutta l’attività.

Presenza di due società all’interno dello stesso impianto che di fatto è da scartare, non solo per i numeri, ma anche per questioni sanitarie legate al Covid-19. Lo stadio dovrebbe essere diviso in due, con accessi separati, ogni società dovrebbe essere responsabile della propria porzione, sotto il profilo sanitario, una limitazione di spazi che non consentirebbe al Rovigo calcio di svolgere la propria attività in relazione al numero di squadre.

Entro la settimana è obbligatoria una decisione da parte del sindaco Gaffeo (LEGGI ARTICOLO), l’iscrizione delle squadre incombe. Pensarci prima?

Giorgio Achilli

Articolo di Lunedì 13 Luglio 2020

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