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TRASPORTI 

Il rilancio dell’idrovia padano-veneta è il futuro 

Approvato ordine del giorno sul potenziamento della navigazione fluviale, opportunità importante per la provincia di Rovigo, Graziano Azzalin, consigliere regionale del Pd, è soddisfatto 

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VENEZIA - “L’ordine del giorno approvato ieri impegna la Giunta a potenziare la navigazione fluviale, finora colpevolmente trascurata. È un’importante opportunità per il Polesine, mi auguro che non siano buoni propositi di fine mandato e si vada finalmente in questa direzione”. È quanto afferma Graziano Azzalin, consigliere del Partito Democratico, a proposito dell’approvazione dell’Odg del gruppo dem, di cui era primo firmatario, all’interno del Piano regionale dei trasporti che ha avuto il via libera dall’assemblea di Palazzo Ferro Fini.

“Vista la congestione delle infrastrutture stradali è indispensabile spostare parte del trasporto non solo su ferro, ma anche lungo le vie d’acqua, riducendo inquinamento acustico e atmosferico oltre ai consumi energetici. Deve essere una scelta strategica. In Italia il volume delle merci trasportate per via fluviale è appena lo 0,05%, in Europa è il 10%, siamo ancora all’anno zero, nonostante in vantaggi indiscutibili per economia, ambiente e salute. E il Veneto non fa eccezione, perciò occorre lavorare senza perdere altro tempo e opportunità. Il Piano - puntualizza Azzalin - non compie una scelta forte per uno spostamento significativo del traffico, con l’ordine del giorno impegniamo invece la Giunta a predisporre un progetto di incentivazioni ad hoc per potenziare la navigazione fluviale. Dobbiamo rilanciare e completare l’Idrovia padano-veneta, all’interno della quale il Polesine e in particolare Rovigo possono giocare un ruolo importante, aspirando ad essere il perno di un ‘super porto’ Mantova-Rovigo-Venezia. Le incentivazioni, infatti, non possono che ricadere dove hai un’idrovia con riconoscimento statale e che dal mare si innesta con le aree più industrializzate del Paese”.

“Inoltre - aggiunge il consigliere dem -  negli ultimi anni abbiamo visto l’incremento della domanda turistica per riscoprire ambienti e paesaggi fluviali: va saputa intercettare. E le potenzialità del Delta sono enormi, un complesso di aree umide che ha poco da invidiare alla Camargue che meriterebbe ben altra promozione”.

Articolo di Mercoledì 15 Luglio 2020

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