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AMBIENTE

Coldiretti firma un patto con Italia nostra per salvare le zone rurali

Il suolo è un bene comune, il plauso di Carlo Salvan presidente di Coldiretti Rovigo, dopo l’accordo siglato con Italia nostra:  “Salviamo la ruralità e tutto quanto c’è di buono sulla nostra terra”

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ROVIGO - Arriva anche dal presidente Carlo Salvan un plauso per la sottoscrizione del patto tra Coldiretti nazionale e l’associazione Italia nostra atto promuovere azioni per la tutela, la conservazione e la valorizzazione dei beni culturali, dell’ambiente, del paesaggio urbano, rurale e naturale e sostenere forme di produzione sostenibili. “Questo protocollo arriva in un momento cruciale per il nostro Paese – commenta Salvan –. Come abbiamo detto qualche giorno fa, negli ultimi 25 anni abbiamo sottratto circa il 28% di terra fertile. Quella terra che ci permetterebbe di produrre più cibo italiano senza ricorrere all’approvvigionamento alimentare straniero, un suolo dove noi agricoltori abbiamo poi saputo costruire molto altro, dove sono nati incubatori di progetti innovativi, ma anche agriturismi e altre attività che combinano l’agricoltura con l’esterno”.

Il patto ha l’obiettivo di impedire e prevenire la scomparsa dei territori rurali, costantemente esposti a nuove minacce, dal rischio idrogeologico all'inquinamento, attraverso la tutela delle colture tipiche e dell’allevamento, la valorizzazione delle specialità locali e il recupero della tradizionale economia familiare e contadina. Ma l’obiettivo è anche costruire percorsi educativi per un consumo consapevole puntando sulle produzioni derivanti dall’agricoltura biologica, il chilometro zero e le piccole produzioni, oltre che valorizzare i primati italiani in fatto di biodiversità delle colture e degli animali, con il recupero di antiche cultivar di frutta, verdura, grano e di razze tipiche. La messa in rete dei musei sulla civiltà contadina nei piccoli Comuni e la conservazione dei caratteri architettonici tipici dei fabbricati rurali, fino al mantenimento delle attività artigianali collegate all'agricoltura sono gli altri impegni previsti dall’accordo.

“Tra le minacce – prosegue Salvan – oltre alla speculazione edilizia, c’è anche quella del fotovoltaico a terra. Coldiretti Veneto stima una superficie ‘coltivata’ a pannelli solari pari a 671 ettari, gran parte nella nostra provincia, questo rappresenta ancora un pericolo per la conservazione del paesaggio e la tutela del territorio. Inoltre, nell'ultimo anno, sono stati sottratti all'agricoltura, nella nostra regione, 923 ettari pari a 1800 campi di calcio per vari motivi. È necessario salvaguardare questi terreni fertili: il cibo è vita, non dobbiamo dimenticarlo e anche la tutela del paesaggio è una strategia che dobbiamo saper proteggere e valorizzare. Siamo qui, infine, per ribadire, che non possiamo più cedere terreni rurali in favore di progetti che deturpano il nostro territorio”.

Articolo di Mercoledì 15 Luglio 2020

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