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CSA ADRIA

I sindacati non gradiscono essere presi in giro. La situazione al Csa di Adria rimane grave

Per Cgil, Cisl e Uil a nulla sono valsi i chiarimenti che pubblicamente hanno fatto perché ad oggi sugli annosi problemi che da tempo i lavoratori, e non solo, pongono sulla Casa di riposo di Adria rimangono inascoltati e irrisolti

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ROVIGO - In un documento condiviso tra le sezioni della Funzione pubblica di Cgil, Cisl e Uil, Davide Benazzo, Francesco Malin e Maria Cristiano Pavarin puntano il dito contro l'amministrazione guidata dal sindaco Omar Barbierato ed il consiglio di amministrazione della Casa di riposo adriese guidato dal presidente Simone Mori, già consigliere durante la presidenza di Sandra Passadore.

"Diversamente dall’impostazione data in campagna elettorale dall’attuale amministrazione e da quanto all’insediamento del nuovo Cda era stato preannunciato, ad oggi nulla è cambiato, anzi apprendiamo dalla stampa (LEGGI ARTICOLO) che linee programmatiche e governo della struttura non sono cambiate ribadendo nei fatti che la figura del direttore Mauro Badiale, contestata da tutti, compreso il sindaco Omar Barbierato ed il presidente Simone Mori, rimane a dirigere il Csa di Adria mantenendo inalterate le scelte sulla gestione del personale".

"La tanto decantata volontà, anche espressa in queste settimane, di mettere al centro lavoratori ed ospiti, che come un mantra ad ogni comunicato pubblico dell’amministrazione Barbierato e del presidente Mori emerge, non trova riscontro nei fatti" commentano duramente i sindacati.

Vogliono chiarezza e capacità di assumersi delle responsabilità politiche i rappresentanti provinciali dei lavoratori pubblici Benazzo, Malin e Pavarin. "Ribadiamo la necessità di capire le reali intenzioni di questa amministrazione e del Cda relativamente alla gestione del personale e degli ospiti, delle linee strategiche di futuro sviluppo del Csa di Adria e dell’idea di governo dell’Ente che, relativamente a questo ultimo punto, sembra ripetersi quanto fatto dal precedente Cda.
Il clima tra ii lavoratori è di forte sfiducia e di rabbia e la corda, ormai tirata allo spasimo, si sta rompendo... vogliono chiarezza e trasparenza nelle scelte. Per questo motivo nei prossimi giorni organizzeremo un incontro pubblico, dopo di che, al permanere della situazione, ci troveremo obbligati ad attivare una nuova stagione di proteste".
Articolo di Mercoledì 15 Luglio 2020

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