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CASA DI RIPOSO ADRIA

Revocato il direttore Mauro Badiale dal Csa di Adria, si apre la stagione dei contenziosi, a partire dall'Ipab Danielato

Il presidente della casa di riposo di Cavarzere Fabrizio Bergantin: "Sarà il giudice a decidere sul futuro di questa questione di cui non sapevamo nulla. Una vera mancanza di rispetto da parte del presidente Simone Mori"

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ADRIA (Rovigo) - Tutto confermato. Come anticipato (LEGGI ARTICOLO) il Cda della casa di riposo di Adria ha inviato una lettera con la quale comunica al direttore Mauro Badiale la cessazione del suo ruolo nella struttura socio sanitaria adriese, facoltà che sarebbe possibile esercitare entro i sei mesi dall'insediamento del nuovo Cda, ossia entro il 22 luglio prossimo. Questo è fatto con riferimento al decreto legge 207 del 2001 che permetterebbe o meno il rinnovo del direttore a sei mesi dall'insediamento del nuovo consiglio d'amministrazione; allo stesso tempo però tale punto sembrerebbe essere ammissibile se ci fosse stata una riforma delle Ipab che di fatto, al momento, non c'è ancora stata. 

Il punto comunque è chiaro: il Cda della casa di riposo di Adria non vuole Mauro Badiale, lo scrive il presidente Simone Mori a nome di tutto il consiglio.


La notizia è stata comunicata anche alla controparte della convenzione, ovvero l'Ipab Andrea Danielato di Cavarzere, oltre che allo stesso interessato. Lo stesso presidente della casa di riposo di Cavarzere, Fabrizio Bergantin specifica: "Fino a qualche settimana fa si stava discutendo con il Csa di Adria per una sistemazione della convenzione e sembrava che il problema fosse di carattere economico, ora invece mi accorgo che non è così, ma è la persona di Mauro Badiale che non piace al presidente Simone Mori e tutto il Cda adriese". 

"Da sottolineare che eravamo all'oscuro di tutto sull'invio di questa lettera, in quanto non c'è stata alcuna chiamata tra me e il presidente Simone Mori della casa di riposo di Adria, una vera e propria mancanza di rispetto e di stile dopo tutti gli incontri che abbiamo avuto e dove stavamo cercando un punto di accordo". 

Ma non è finita qui: "Pensavo fosse tutto a posto, invece questa azione va a mettere in discussione tutto il lavoro fatto in questi anni, dove io credevo fermamente in questo progetto con la condivisione del direttore con altre strutture, che sarebbe stato utile a tutti per avere meno spese; mentre così è chiaro che è tutta un'altra storia". "Una mancanza di rispetto nei confronti di una convenzione chiara su cui stavamo parlando". 

"Oltre al fatto che appellarsi al decreto legge 207 del 2001 non mi sembra giusto vista la non riforma delle Ipab in Veneto, inoltre si parla di incarico del direttore, quando lo stesso non lo ha ricevuto; infatti lui è dipendente dell'Ipab "Danielato" e viene condiviso con altre strutture tramite una convenzione firmata e condivisa dalle stesse; insomma, tutto pienamente trasparente". 

Concludendo: "Ovviamente si aprirà un contenzioso e sarà il giudice a decidere sul futuro di questa questione, dato che il danno, soprattutto economico, è ovviamente dell'Ipab Danielato, fautore in primo luogo della convenzione". 

Sulla questione il presidente Simone Mori continua a non dichiarare nulla, e neppure conferma l'invio della lettera di ieri, che invece è stata spedita a firma sua, e commenta solamente che è una "situazione in itinere" quasi a far sembrare che si potrebbe ancora tornare indietro

A parlare anche i sindacati riuniti: "La continua pressione e lotta a testa alta portata avanti dai lavoratori sembra stia finalmente dando importanti risultati. Abbiamo letto della notizia che l’era Badiale al Csa di Adria starebbe terminando. Chiaro che vogliamo prima vedere  le valigie e fino a che non avremo conferma ufficiale della partenza terremo alta la guardia e non ridurremo la tensione.
Ancora di più adesso che Badiale se ne sta andando, bisogna portare al centro il mondo del lavoro e la qualità del servizio agli ospiti per costruire un diverso futuro per la nostra casa di riposo". 
Articolo di Domenica 19 Luglio 2020

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