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COMUNE

Bonus in denaro contro il calo demografico a Badia Polesine

Il calo demografico, come ha spiegato il primo cittadino di Badia Polesine (Rovigo), Giovanni Rossi, non è nuovo e riguarda tutto il Polesine, i dati sono sotto gli occhi di tutti. La proposta è un fondo per i nuovi residenti 

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Giovanni Rossi
Sara Quaglia

BADIA POLESINE (Rovigo) – Giovanni Rossi non rinuncia alla proposta del fondo per i nuovi residenti per arginare il calo demografico. “È un tentativo ma va fatto” ha sostenuto il Sindaco, rispondendo alle riflessioni della consigliera Sara Quaglia di Adesso Badia sul progressivo spopolamento della città.

Il calo demografico, come ha spiegato Giovanni Rossi, non è nuovo e riguarda tutto il Polesine, i dati sono sotto gli occhi di tutti, ma il declino del numero degli abitanti parte da lontano se si pensa che nel 2018 - ha ricordato il Sindaco - la Provincia di Rovigo ha perso 5.500 abitanti, in pratica è come se un paese come Villadose non ci fosse più. “Fa eccezione Occhiobello, per la vicinanza con Ferrara, per cui molti si trasferiscono per i prezzi immobiliari più favorevoli, ha commentato Rossi, ma mi chiedo se crescere di numero in un paese satellite di una città oltre provincia equivalga ad una dimensione più contenuta ma viva ed attiva come la nostra”.

“In ogni caso, ha proseguito il primo cittadino rilanciando l’idea del bonus per le nuove famiglie immigrate abbozzata ad inizio anno, come amministrazione faremo quello che possiamo, ma credo siano ben altri gli istituti che devono aiutare la famiglia: guardo allo Stato e alla Regione innanzitutto”. Quella del bonus, va ricordato, è un tentativo per attrarre abitanti, per dare un impulso alla residenzialità attraverso un contributo che sarà erogato a consuntivo, comunque non prima di gennaio o febbraio dell’anno prossimo, una volta determinati i criteri di partecipazione al bando. Non ci sono ancora provvedimenti perché c’è un regolamento in elaborazione, per il quale Giovanni Rossi ha rivolto alle minoranze l’invito a lavorare insieme.

Il Sindaco ha anche anticipato i requisiti principali che saranno: il numero di appartenenti al nucleo familiare, il numero dei figli minori, gli anni di residenza in Veneto, avvantaggiando l’acquisto della casa piuttosto che l’affitto. L’Amministrazione sta invece ancora ragionando sul ‘peso’ da attribuire a ciascun parametro.

Restano quindi confermati i 12mila euro (12 buoni da mille euro ciascuno) scaturiti dall’autoriduzione della Giunta. 

Secondo Sara Quaglia, che aveva posto l’accento sull’ultima rilevazione anagrafica che parla di una discesa a 10.104 abitanti, di là dal fondo per i nuovi nuclei immigrati l’Amministrazione potrebbe fare di più, tenuto conto che scendere sotto i 10mila abitanti produrrebbe un taglio dei servizi e dei trasferimenti dallo Stato.

Ugo Mariano Brasioli

Articolo di Giovedì 23 Luglio 2020

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