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RUGBY

Nasce l’Accademia delle Fiamme Oro

Ulteriore sforzo del Gruppo sportivo della Polizia di Stato che istituisce un centro giovanile ovale, un progetto di vita a 360°, che comprenderà la componente sportiva del rugby, ma anche un percorso serio di studio e di vita in generale

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Le Fiamme Oro U16 al Torneo Aldo Milani del 2015

ROMA– Dopo Verona e Mogliano anche le Fiamme Oro creano una Accademia del rugby giovanile, un passo importante quello della Polizia di Stato che abbraccia i valori dello sport ovale offrendo un sostegno concreto a ragazzi anche in difficoltà.

Dopo una lunga fase di studio e valutazione, è ai nastri di partenza il progetto “Italian Rugby&Legality Junior Academy”.

Una vera e propria Accademia del rugby che, dal prossimo autunno, vedrà la luce nella struttura delle Fiamme Oro Rugby presso la caserma “Stefano Gelsomini” e dedicata ai giovani atleti dai 15 anni in su provenienti da Regioni del Centro-Sud Italia che, attualmente, non hanno la possibilità di sfruttare strutture federali nel Mezzogiorno del Paese o che non sono stati ricompresi all’interno dei progetti della Federazione Italiana Rugby.

L’“Italian Rugby&Legality Junior Academy” non nasce e non vuole essere in contrapposizione con i progetti federali, anzi, nello spirito “servente” nei confronti del movimento che caratterizza da sempre la mission delle Fiamme Oro Rugby, viaggerà di pari passo per integrare quanto messo in campo dalla Federazione.

Lo scopo principale dell’Academy, oltre a quello di formare atleti di livello, sarà anche e soprattutto, in piena simbiosi con lo spirito che anima tutto il Gruppo Sportivo della Polizia di Stato, quello di permettere a ragazzi che vivono in situazioni difficili e ai limiti della legalità, di trovare nello sport l’occasione per allontanarsi da realtà pericolose.

Questo avverrà presentando ai giovani atleti un progetto di vita a 360°, che comprenderà la componente sportiva del rugby, ma anche un percorso serio di studio e di vita in generale, tagliato su misura su ogni singolo ragazzo.

Per quanto riguarda il reclutamento degli atleti avverrà inviando gli allenatori che avranno in cura l’Academy, ad effettuare un’attività di vero e proprio scouting nelle regioni alle quali è dedicato il progetto.

Una volta scelti i ragazzi reputati più interessanti, questi saranno invitati a svolgere dei work-out presso la struttura di Ponte Galeria, oppure a partecipare, come ospiti, ai camp di specializzazione delle Fiamme, dove per una settimana verranno valutati dallo staff dell’Academy seguendo dei parametri ben precisi, che non riguarderanno solo le qualità fisiche e tecniche, ma anche quelle caratteriali, vero e proprio focus di tutto il progetto, nell’ottica di creare non solo degli ottimi giocatori di rugby, ma soprattutto dei cittadini migliori, fornendogli tutti i mezzi necessari a questo scopo.

Il reclutamento riguarderà, dunque, ragazzi che abbiano ancora margini importanti di miglioramento, sia dal punto di vista tecnico che fisico, cercando di immaginare il livello al quale possano arrivare utilizzando il metodo di formazione delle Fiamme Oro.

Gli atleti vivranno nella foresteria della Caserma “Gelsomini”, che funzionerà come un vero e proprio campus all’interno del quale i giovani atleti potranno contemporaneamente studiare e praticare lo sport che amano, vivendo h24 anche il mondo della Polizia di Stato.

“Ho sempre pensato che il Rugby e l’Istituzione cui facciamo capo condividessero in pieno principi fondanti come rispetto e legalità e oggi, grazie a questo progetto nel quale noi Fiamme Oro crediamo fortemente, in linea con l’indirizzo del Capo della Polizia, Franco Gabrielli, che ha sempre avuto a cuore lo sviluppo dei Settori giovanili di tutto il Gruppo Sportivo, avremo la possibilità di trasmetterli anche ai più giovani, attraverso il linguaggio unico e forte dello sport – ha dichiarato il Presidente delle Fiamme, Armando Forgione – Ci tengo a dire che l’Academy non sarebbe mai nata senza l’aiuto fondamentale di un grande amico come Alessandro Carniato (ex manager del Mogliano artefice dello scudetto della squadra veneta, ndr.), grazie al quale sono convinto che andremo molto lontano. Da uomo del Sud, inoltre, sono particolarmente orgoglioso di questo progetto che è nato proprio per sopperire alla mancanza di strutture in un’area del nostro Paese che in passato ha sfornato grandi campioni di rugby: vogliamo dare una occasione anche a ragazzi che non avrebbero avuto la possibilità di emergere ed essere di supporto alla Federazione Italiana Rugby nella scoperta di nuovi talenti italiani”.

Articolo di Sabato 25 Luglio 2020

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