Condividi la notizia

DIRITTOETUTELAFOIS.COM

La "rivoluzione" per le famiglie: assegno unico per i figli fino a 21 anni

L'avvocato Fulvia Fois spiega il Family Act: disegno di legge delega che, se approvato, introdurrà importanti misure di sostegno economico in favore delle giovani coppie e dei nuclei familiari con figli

0
Succede a:

Care lettrici e cari lettori, 
con la rubrica di questa settimana voglio mettervi al corrente di un’importante novità che si sta materializzando all’orizzonte legislativo e che, se approvata, sarà certamente apprezzata da tante famiglie: sto parlando del Family Act.

Il Family Act è un disegno – dunque un progetto - di legge delega che, se approvato, introdurrà importanti misure di sostegno economico in favore delle giovani coppie e dei nuclei familiari con figli, al contempo riformando e riordinando i sussidi già esistenti.

Nella molteplicità di misure previste, l’elemento di maggior novità e interesse risulta essere l’assegno unico in favore del figlio fino ai 21 anni, misura che presumibilmente vedrà la luce nel 2021.

Il 22 luglio 2020 la Camera ha infatti approvato pressoché all’unanimità la corresponsione di un assegno mensile in favore di ogni figlio del nucleo familiare a partire dal settimo mese di gestazione e fino ai 21 anni d’età, limite che viene meno per i figli affetti da handicap. 

L’importo dell’assegno, che sarà erogato sotto forma di credito di imposta o somma liquida, dovrebbe variare tra i 200 ed i 250 euro, comunque da calcolarsi sulla base dell’Isee di ciascun nucleo familiare. Si tratta di uno strumento flessibile, pensato per aiutare le famiglie più in difficoltà, essendo infatti previsto un aumento del 20% dell’importo per i figli successivi al terzo e una maggiorazione dal 30% al 50% per i figli disabili.

Il valore dell’assegno dipenderà anche dall’età dei figli e al raggiungimento della maggiore età potrà essere erogato soltanto a determinate condizioni quali ad esempio la frequenza da parte dei ragazzi di un percorso formativo professionale o scolastico, la frequenza di un corso di laurea, lo svolgimento di servizio civile universale o ancora di tirocini o attività lavorativa con retribuzione annuale inferiore a determinate soglie. 

Qualora il figlio sia senza lavoro, è necessario che lo stato di disoccupazione sia attestato dall’iscrizione nell’apposito registro e lo stesso ragazzo risulti comunque alla ricerca di lavoro presso un centro per l'impiego o un’agenzia interinale.

Per poter accedere al beneficio è necessario soddisfare alcuni requisiti, in particolare occorre avere la cittadinanza italiana o europea oppure, se cittadini extracomunitari, essere in possesso di permesso di soggiorno di durata almeno annuale. Il richiedente deve altresì corrispondere l’imposta sul reddito, e vivere – o aver vissuto per almeno due anni - in Italia con i figli a carico; infine dovrà risultare lavoratore a tempo indeterminato o essere assunto con contratto a tempo determinato di durata non inferiore a due anni

Ma non finisce qui: il Family Act si propone infatti di intervenire anche su altre problematiche questioni che purtroppo molte famiglie italiane, a causa della precaria situazione economica in cui versano, non riescono a risolvere a discapito dei figli. 

I temi oggetto di intervento sono:

• Educazione e istruzione dei figli: il nuovo disegno di legge delega si propone di introdurre strumenti volti ad aiutare le famiglie nel pagamento delle spese necessarie a garantire una buona istruzione dei figli.

Va tuttavia fin da subito sottolineato che gli interventi non si limiteranno all’ambito strettamente scolastico. 

Il legislatore sembra aver inteso il concetto di istruzione nella sua accezione più ampia, con l’obiettivo di garantire a tutti i minori, a prescindere dalla condizione economica dei propri genitori, non solo la possibilità di imparare e conoscere ma anche di accedere all’arte e formarsi dal punto di vista soggettivo sviluppando passioni e inclinazioni personali.

Questo importante proposito verrà infatti perseguito non solo attraverso contributi per la copertura delle rette per asili nido pubblici e privati, sezioni primavera e scuole per l’infanzia, bensì anche tramite rimborsi per l’acquisto di testi scolastici, biglietti per mostre, musei, parchi e cinema, nonché attraverso aiuti economici per favorire la partecipazione dei ragazzi a gite scolastiche ed attività ludiche o sportive.

• Conciliazione famiglia-lavoro: un altro importante obiettivo del Family Act è quello di agevolare tutte le donne lavoratrici, permettendo alle stesse di non dover necessariamente scegliere tra lavoro e famiglia.

Al riguardo il disegno di legge adotta un approccio bilaterale: esso si rivolge non solo alle madri, introducendo specifiche detrazioni per i collaboratori domestici e prevedendo un’indennità integrativa a carico dell’Inps per il rientro al lavoro dopo il congedo parentale, ma cerca di coinvolgere ed incentivare anche i datori di lavoro, avendo in progetto l’introduzione di agevolazioni per chi attuerà modalità di lavoro flessibile, ad esempio favorendo lo smart-working per madri con figli minori.

• Congedi per i lavoratori: in tema di congedi per i genitori lavoratori, è previsto non solo l’aumento del già esistente congedo di paternità elevandone la durata da sette a dieci giorni, ma anche l’introduzione di un congedo parentale non cedibile di due mesi per ogni figlio oltre alla previsione di ulteriori cinque ore annue di permessi retribuiti per poter partecipare agli incontri scuola-famiglia.

• Incentivi per i giovani: nell’ottica del Family Act assume centrale importanza anche l’idea di aiutare i giovani studenti e le giovani coppie a costruire la strada verso la propria indipendenza. Nello specifico, per quanto concerne gli studenti universitari, tra le proposte contenute nel disegno di legge troviamo agevolazioni fiscali per l’acquisto di testi di studio e detrazioni per il pagamento dei canoni di locazione degli alloggi, mentre per le giovani coppie l’intento è quello di introdurre sgravi fiscali per i contratti di locazione della prima casa stipulati da ragazzi di età inferiore ai trentacinque anni.

È opportuno ricordare che allo stato dei fatti quanto suesposto ha carattere puramente indicativo: per ora delle diverse proposte soltanto l’assegno unico è stato approvato dalla Camera e dovrà essere concretizzato dal Governo entro dodici mesi.

Per avere informazioni più dettagliate occorrerà attendere gli appositi decreti attuativi, che si spera saranno emanati entro un anno dall’entrata in vigore della legge delega.

Se desiderate scrivermi suggerendomi anche i temi delle prossime rubriche potete farlo qui: www.dirittoetutelafois.com

Avvocato Fulvia Fois

Articolo di Domenica 26 Luglio 2020

Condividi ora la notizia con i tuoi amici

Oggi in Rubriche

La tua opinione conta!

Contribuisci alle discussioni quotidiane con gli altri utenti di RovigoOggi.it