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POLITICA

Gianluigi Paragone a Rovigo: "Si esce dalla moneta unica senza referendum. Italexit al governo per abbandonare l'Euro" [VIDEO]

Il senatore ex Cinquestelle lancia il manifesto politico del nuovo partito da piazza Annonaria a Rovigo. Primo circolo italiano fondato dal consigliere comunale Mattia Maniezzo

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ROVIGO - Gianluigi Paragone sceglie Rovigo per lanciare il prprio nuovo partito politico Italexit. Parole d'ordine: usciamo dalla UE e scardiniamo il neoliberismo.

Nasce un nuovo partito per dar voce alla voglia di rinascita del Paese e la modalità è contrastare la gabbia dell'Unione europea e della moneta unica, semplicemente uscendone. Per tutto il pomeriggio Paragone è stato accompagnato da Mattia Maniezzo, consigliere eletto in Comune a Rovigo nella lista dei Cinquestelle dopo essere stato il "loro" candidato sindaco, da oggi ufficialmente appartenente al Gruppo misto consiliare di Rovigo per aver spedito formale intenzione di uscita dal gruppo M5S agli organi istituzionali di Palazzo Nodari.

Paragone, come un treno ha snocciolato i punti del manifesto politico del partito che vede al primo punto l'uscita dall'unione europea ed il ritorno ad una moneta di Stato per riaffermare la sovranità nazionale.


Il No Europa di Italexit è un partito di chi vuole liberare il Paese dalla gabbia dell’Unione europea e della moneta unica. "Gli italiani si meritano un’Italia forte, libera e indipendente, che recuperi la propria sovranità e sia di nuovo capace di autodeterminarsi. Di fronte al fallimento del neoliberismo e della globalizzazione sfrenata, ora più che mai è necessario un radicale cambio di paradigma. C’è da cancellare gli effetti nefasti degli ultimi trent’anni di politiche antipopolari e ricostruire una società all’insegna dei diritti e dei valori della nostra Costituzione. Queste sono le nostre parole d’ordine per un’Italia che si desti dal torpore esappia affrontare le sfide dei tempi a venire. Sarà una strada dura, ma con l’aiuto di tutti ce la faremo. Riprendiamoci l’Italia!" invita Gianluigi Paragone dal palco di piazza Annonaria a Rovigo.


"La sovranità monetaria è la base dell’indipendenza di una nazione: un Paese che sceglie di rinunciarvi sceglie di mettere il proprio futuro nelle mani dei “mercati”, cioè dei grandi potentati finanziari - spiega Giancarlo Marcotti, analista finanziario - Come dimostra la crisi profondissima in cui versa il Paese da anni, senza sovranità monetaria l’Italia non sarà mai in grado di rimettersi in piedi. Al recupero della sovranità monetaria si deve aggiungere una rivoluzione copernicana nel concepire la finanza pubblica. Questa non può più essere asservita a vincoli arbitrari stabiliti da entità sovranazionali prive di legittimità democratica, bensì deve porsi una serie diobiettivi concreti da raggiungere. Solo con una politica monetaria e fiscale al servizio delle esigenze della società italiana, la spesa e gli investimenti pubblici diventano funzionali a una prospettiva di crescita e sviluppo".

Nella consapevolezza che un Paese in possesso della sovranità monetaria non deve preoccuparsi della carenza di denaro ma soltanto di impiegare al meglio tutti i fattori produttivi, è essenziale, perché lo Stato possa farsi realmente strumento per la realizzazione dei bisognie delle ambizioni del nostro popolo, sia lasciarsi alle spalle una fiscalità opprimente e invasiva, sia perseguire con nettezza le forme peggiori di evasione e ricostruire la progressività dell’imposizione fiscale.

Nel manifesto di Italelexit si trova la necessità di un nuovo, grande, rilancio industriale per l'Italia. "Il nostro Paese deve tornare a essere un’orgogliosa potenza industriale, che scommetta su qualità e innovazione per competere efficacemente sul piano internazionale. Allo Stato spetta un ruolo da protagonista in questo processo, non soltanto attraverso partecipazioni dirette al nuovo tessuto produttivo ma anche sostenendo adeguatamente il sistema della ricerca che traina l’innovazione tecnologica - afferma Paragone - È importante chiarire che l’espansione dell’industria pubblica è anche il presupposto di un settore privato dinamico e competitivo: non è un caso che storicamente sia stata la politica industriale a determinare un significativo indotto “a cascata” sulle piccole e medie imprese, facendo da volano anche agli investimenti privati. Bisogna ripartire dalla consapevolezza per cui il tessuto produttivo di un Paese può fiorire solo laddove lo Stato intervenga per creare un circolo economico virtuoso, anche attraverso la promozione della piena e buona occupazione e il sostegno alla domanda interna".

Oltre alla sovranità monetaria per Italexit bisogna assicurare al Paese la sovranità alimentare, contrastando la logica mercantilista che distrugge la domanda interna e impone alle aziende di rivolgersi al mercato estero, soprattutto per il settore primario, ma anche bisogna assicurare lavoro per tutti, agevolando il privato, ma puntando, soprattutto, sul lavoro a tempo indeterminato nel settore pubblico dei servizi ai cittadini.
"Siamo drammaticamente a corto di organico nei tradizionali settori pubblici, in particolare sanità e istruzione, ma esistono un’infinità di lavori potenziali e assolutamente necessari - afferma Paragone - da creare nei campi della riconversione ecologica, dell’urbanistica, delle infrastrutture, dell’assistenza sociale oltre che nei nuovi distretti industriali da lanciare. Una buona e piena occupazione è possibile ed è necessaria allo scopo di rilanciare la domanda interna, ripristinando il circolo virtuoso fra pubblico e privato che è stato distrutto dall’ideologia neoliberista".
Articolo di Sabato 25 Luglio 2020

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