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#elezioniVENETO2020

Traditi sull'altare del compromesso si ripresentano per onorare le promesse fatte ai propri elettori [VIDEO]

Veneto ecologia e solidarità si candida per le prossime regionali del Veneto con Patrizia Bartelle candidata presidente. Dalla provincia di Rovigo Enrico Naccari e Viola Chiereghin

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ROVIGO - Raggruppa varie associazioni e comitati ambientalisti, Veneto ecologia e solidarità si presenta da sola per entrare a palazzo Ferro Fini a Venezia candidando a presidente della Regione Patrizia Bartelle perchè non hanno trovato nella politica rappresentata in Regione altre "sponde" per dare risposte ai cittadini che hanno dato loro fiducia per la cura del territorio ed le problematiche sociali. I candidati consiglieri per la provincia di Rovigo saranno Enrico Naccari e Viola Chiereghin.

Sono critici verso i cosiddetti ambientalisti che sostengono un presunto centrosinistra, che è più di centro che non di sinistra, che vede candidato presidente l'ex vicesindaco di Padova, non hanno trovato l'accordo con i comunisti di Rifondazione che, anche loro, correranno da soli rischiando entrambi di non superare lo sbarramento per eleggere un consigliere "Ragionano come fossero un apparato, ma sono fermi all'Ottocento, condividiamo molti temi insieme, ma sull'ambiente non si fanno accordi o compromessi" commenta Ivaldo Vernelli, al fianco di Patrizia Bartelle alla presentazione della lista a Rovigo.


Sono consci che il sentimento "green" possa andare disperso in questa campagna elettorale, ma loro si professano gli unici a cui stia davvero a cuore l'ecologia e l'ambiente, il contrasto al consumo di suolo, la bonifica dei siti inquinati dai rifiuti, dai Pfas, la tutela delle acque dei nostri fiumi, lo stop alla deforestazione selvaggia per costruire il villaggio dello sport a Cortina in vista delle prossime Olimpiadi invernali, lo spreco di risorse per terminare project financing inutili come la Pedementana.


A fronte di così tanto impegno nella salvaguardia delle tematiche ambientali il concetto di solidarietà viene espresso nella difesa dei servizi sanitari, oggetto da 20 anni di tagli e revisioni da una politica regionale che ha visto la Lega da sempre guidare queste decisioni, anche durante la presidenza di Giancarlo Galan. Sanità e sociale devono essere rivisti, secondo Bartelle, Vernelli ed il candidato polesano Enrico Naccari, fondatore di gruppi a difesa dei presidi ospedalieri di Adria e Rovigo, ma per farlo servono soldi, tanti soldi.

Ecco quindi che una spending review regionale deve essere affrontata con forza, eliminando gli sprechi in termini di grande opere inutili e ridistribuendo le risorse incentivando nuovi modelli di business. "Ma voi lo sapete che le vecchie discariche potrebbero essere le nuove minierie di metalli e terre rare di domani? Prima dell'impegno dei cittadini nel differenziare i rifiuti in discarica finiva di tutto, oggi metalli e terre rare sono presenti in abbondanza in siti che andrebbero scavati, bonificati e trasformati in giardini".

Negli interventi di presentazione di Veneto ecologia e solidarietà, Ivaldo Vernelli, la candidata presidente Patrizia Bartelle ed il candidato consigliere Enrico Naccari (Viola Chiereghin non ha potuto partecipare alla presentazione) hanno toccato i temi cari al movimento, non dimenticando di fare un focus, soprattutto ambientale, sulla vicinissima Villadose, terra dei fuochi polesana con 4 discariche, un inceneritore, una importante azienda chimica ed un sistema di depurazione delle acque che recentemente è andato fuori uso per l'accerta presenza di inquinanti non consentiti che hanno compromesso la capacità filtrante del depuratore, costringendo il gestore, ovvero la collettività, al ripristino del danno causato dagli sversamenti illegali.

"Autonomia, è stato fatto un referendum costato 14 milioni di euro che in tre anni non ha prodotto alcun risultato, la giunta del presidente Luca Zaia contro i poteri forti di Roma, ma a Roma per quasi un anno la Lega ha Governato con i 5 Stelle, in teoria entrambi erano favorevoli a concedere ulteriori competenze e forme di autonomia al Veneto, ma nulla di concreto è stato fatto. Che fine ha fatto l’autonomia della provincia di Belluno approvata con il referendum del 2017? Autonomia da Roma per imperare in Veneto, anche grazie una legge elettorale iniqua, che permette il terzo mandato del Presidente e maggioranze bulgare.

Il piano cave è pessimo, ad oggi sono possibili escavazioni sperimentali in galleria nel Parco dei Colli Euganei bypassando il piano di tutela del parco, si può scavare senza rispettare alcuna distanza minima vicino ai pozzi di approvvigionamento delle acque potabili, scordandosi dei Pfas, vicino alle zone industriali, commerciali e residenziali. È stato eliminato il limite del 3% della Superficie agricola utilizzabile (SAU) scavabile del territorio comunale. Averlo cancellato permette ai cavatori di consumare ancora suolo agricolo in province come quelle di Verona o di Treviso, straordinariamente vocate alla produzione agricola ma già molto sfruttate, minando gravemente la loro sovranità alimentare. Eppoi non è stato inserito alcun divieto di apertura di nuove cave.

Piano del trasporto da 20 miliardi di euro, un libro dei sogni approvato senza misure mirate per il contenimento dell’inquinamento atmosferico. I trasporti rimangono un punto dolente della Giunta Zaia, capace di siglare probabilmente il peggior contratto di project mai registrato in Europa per costruire la così detta superstrada pedemontana veneta, più volte bocciata dalla Corte dei Conti per il suo esorbitante costo a fronte della sua evidente inutilità.

Ai veneti costerà oltre 13 miliardi di euro, più del doppio del Mose, per una lunghezza di 94,5 km. Si deve pagare per farla, pagarne l'affitto e come se non bastasse pure il pedaggio tra i più cari in Italia. Da ricordare che all'inizio la Giunta Regionale aveva promesso la sua gratuità per i diversi comuni che attraversava.

Il Ptrc, piano territoriale regionale di coordinamento, è a dir poco terribile, un piano vecchio ed anacronistico del 2009, riadottato nel 2013, privato di qualsiasi tutela paesaggistica, approvato in fretta e furia senza considerare gli emendamenti proposti dalle minoranze e le osservazioni di cittadini, comitati ed associazioni, senza aggiornarne i contenuti. Contiene progetti oramai superati dalla storia, come la riconversione a carbone della centrale di Porto Tolle, il mega parco commerciale direzionale di VenetoCity tra Dolo e Pianiga, l’autostrada Romea Commerciale, il Porto Off Shore di Venezia e tanto altro ancora.

Le colline del prosecco, dove si spostano gli asili d’infanzia e si sbancano le colline, si abbattono boschi per lasciare spazio alla monocultura del prosecco avvelenata dall’uso di pesticidi, glifosato in primis per il quale il governo Giallo-Rosso ha fatto un clamoroso salvataggio.

Grandi opere per i mondiali e le Olimpiadi di Cortina si sta devastando la conca delle Dolomiti per far spazio ad impianti che tra pochi anni, causa il cambiamento climatico in corso, resteranno senza neve, inutili, quando la montagna veneta ha altre necessità!

Commissioni di inchiesta per il risparmio tradito da banche senza scrupoli o aziende che hanno ammalorato l'ambiente con i Pfas nemmeno a parlarne, non pervenute.

La giunta di Luca Zaia parla con soddisfazione di record, ma per Veneto ecologia e solidarietà gli unici record che può vantare la nostra Regione, al di là della patina dorata della propaganda, sono i record per inquinamento, consumo di suolo, distruzione dell'ambiente, della progressiva cancellazione del sistema sanitario e delle disuguaglianze sociali".
Articolo di Sabato 25 Luglio 2020

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