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POLITICA ADRIA

Ferrari: L'Europa ci ha dato una grossa mano, ora tocca a noi

La rappresentante del coordinamento del Partito Democratico di Adria (Rovigo) entra nel merito di quelli che sono i fondi messi a disposizione dall'Europa a favore dell'Italia, specificando che deve essere il Governo stesso a utilizzarli nel miglior modo

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ADRIA (Rovigo) - "Nel momento storico più difficile dal dopoguerra con le società stremate e le economie in ginocchio, l’Europa ha saputo rispondere  in modo eccezionale e deciso. L’accordo  raggiunto a Bruxelles dimostra inequivocabilmente che nelle fasi più drammatiche i singoli paesi assomiglino a barchette in balia di un oceano agitato che non possono fare a meno della grande nave di salvataggio europea in grado di condurre fuori dalla tempesta". Così Gessica Ferrari del coordinamento del Partito Democratico adriese.

"Nessuno si salva da solo, ci si ripeteva durante la fase acuta dell’epidemia, ma probabilmente nemmeno le  economie dei singoli Paesi dell’Unione possono pensare di sopravvivere e di resistere ad ondate d’urto eccezionali senza unire le forze  ed essere l’uno per l’altro una safety net. La tenuta e la risposta dell’Europa di fronte ad una tragedia umana prima ancora che economica  generata dalla pandemia ha dimostrato che i momenti difficili la rendono più forte e più incisiva, nonostante le ondate populiste abbiano provato a demolirla e  a criticarla in realtà oggi è più forte che mai".

Aggiungendo poi: "Il Recovery Fund ha destinato al nostro Paese 209 miliardi di euro 82 di aiuti a fondo perduto e 127 di prestiti, che andranno restituiti anche se a partire dal 2027, concedendo del tempo per rialzarsi dalla crisi, facendo dell’Italia il maggior beneficiario dei trasferimenti europei, seguito dalla Spagna".

"Ovviamente la contropartita  dell’Italia è direttamente proporzionale all’accordo raggiunto e, portato a casa il risultato, il Governo dovrà ora indirizzare le sue forze alla concretizzazione di un programma di riforme strutturali che guarda al futuro delle nuove generazioni".

Sottolineando: "Il piano  pone al centro  due questioni fondamentali che non possono essere ulteriormente rimandate, ovvero la modernizzazione del paese e la transizione ecologica. Gli   obiettivi stabiliti dall’istituzione avranno un impatto diretto anche sull’economia della nostra regione".

"Lo sviluppo delle telecomunicazioni non può attendere ancora e la diffusione della rete 5G e della banda ultralarga in modo da renderla disponibile re alle famiglie ed alle imprese del territorio di qualsiasi dimensione o natura esse siano è una priorità che ci chiede ora anche l’Europa".

Concludendo: "Oltre alla  sfida tecnologica , c’è sicuramente anche quella della Green Economy, ovvero la capacità di un territorio di pensare ad un modello di sviluppo economico che non prescinda dall’impatto ambientale, ovvero ad un sistema produttivo che ponga come obiettivo la salvaguardia dell’ambiente durante  tutto il ciclo di trasformazione del prodotto, quindi dalla fornitura delle materie prime, alla lavorazione, al suo impiego e fino allo smaltimento".

 
Articolo di Martedì 28 Luglio 2020

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