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CALCIO

Stadio Gabrielli, una questione politica

Anche Italia Viva Rovigo entra nel dibattito pubblico sull’assegnazione dello stadio di calcio della città, un problema esploso il 1 luglio e non ancora risolto. In ballo due società

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ROVIGO - Mercoledì 29 luglio giorno verità a Palazzo Nodari, Rovigo calcio fuori dallo stadio Gabrielli (LEGGI ARTICOLO), il Comune sta studiando come venirne fuori, ma di fatto si è incartato da solo. Stadio Gabrielli che fa gola ai Grandi Fiumi (40 tesserati), società che si occupa di settore giovanile, hanno fatto richiesta degli spazi di viale Tre Martiri, come anche la società del presidente Calabria. Sindaco Gaffeo che ha annunciato l’inizio dei lavori  (LEGGI ARTICOLO) per poi andare a bando, intanto però serve una assegnazione temporanea, 184 tesserati del Rovigo calcio attendono di sapere dove giocheranno (LEGGI ARTICOLO).

“Sembrerebbe non dover interessare la politica, ed invece, da quello che si legge dalla stampa, la vicenda rischia di coinvolgere l’attuale amministrazione di Palazzo Nodari, più di quanto ci si potesse immaginare”. Lo sostiene Italia Viva Rovigo che entra a gamba tesa sul problema.

“La lettera aperta, apparsa integralmente su un quotidiano della città (RovigoOggi.it), che la società Grandi Fiumi Rovigo Calcio ((LEGGI ARTICOLO) ha inviato ai consiglieri comunali, evidenziante numerose criticità che direttamente coinvolgono chi ha gestito l’impianto di Viale Tre Martiri, infatti, chiama direttamente in causa la politica, perché non di una struttura privata si tratta e le inadempienze indicate sono, a nostro avviso, gravi, oltre che datate”.

“Italia Viva Rovigo non entra nel merito di come è stato gestito lo stadio in questi anni, anche se ritiene che, pure su questo versante, andrebbe fatta luce, perché troppe società si sono avvicendate, anche di fuori città facendo attività, sembra, grazie a deroghe da parte del Comune, per gli ormai noti problemi dell’impianto. Il nostro Comitato intende però invitare in primis l’Assessore allo Sport, e comunque l’intera amministrazione a far luce su quanto scritto e ad approfondire gli argomenti evidenziati nella lettera aperta”.

“Accertate queste inadempienze (se esistono, ndr), Italia Viva Rovigo si chiede come sia possibile rinnovare, seppur temporaneamente, l’utilizzo di una struttura pubblica a chi, palesemente, non ha rispettato le prescrizioni dettate, anche a tutela dei propri tesserati e dei frequentatori della struttura”. LEGGI LA RISPOSTA DEL ROVIGO CALCIO

“Italia Viva Rovigo osserva che la buona amministrazione debba necessariamente passare anche attraverso scelte che, come in questo caso, potrebbero sembrare per qualcuno contrarie allo sport, ma invece vanno proprio nella direzione del rispetto di chi lo pratica, oltre che delle regole e della trasparenza degli atti amministrativi.

Italia Viva Rovigo, infine, concorda con la posizione assunta dal Consigliere comunale Mattia Milan che pone l’accento sulla messa in sicurezza dell’impianto e sulla necessità di fare tutte quelle opere necessarie a rendere “appetibile” oltre che fruibile l’intera struttura, ritenendo non sufficiente l’intervento ipotizzato dalla Giunta Comunale, che dimentica altre carenze e criticità presenti che, se non trovassero soluzione, potrebbero pregiudicare sia la stesura del bando sia l’esito conseguente, con il rischio che possa anche andare deserto.

Per troppi anni lo stadio che rappresenta la città capoluogo, e quindi la provincia intera, è stato lasciato a sé stesso ed ora necessita di interventi radicali, anche alla luce delle normative che sono cambiate, per tornare alla sua completa funzionalità e per potersi definire a tutti gli effetti “impianto a valenza economica”.

Il comune si prenda il tempo che serve per fare ciò che effettivamente necessita all’intera struttura”.
In verità il tempo non c'è, le iscrizioni ai campionati non aspettano.

 

 

Articolo di Martedì 28 Luglio 2020

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