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CONTRIBUTI REGIONALI

300.000 euro dalla Regione per la Busa di Scirocco

Un importante aiuto da parte della Regione Veneto per il comune di Porto Tolle (Rovigo) e per questa zona che da tempo aveva bisogno di manutenzione

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PORTO TOLLE (Rovigo) - La giunta regionale del Veneto, su proposta dell’assessore al territorio, parchi e aree protette, Cristiano Corazzari, di concerto con il collega all’agricoltura, Giuseppe Pan, nella giornata di martedì 28 luglio ha deliberato di assegnare 300.000 euro come contributo alla realizzazione del progetto di manutenzione della scogliera allo sbocco a mare della Busa di Scirocco in comune di Porto Tolle.

Il primo stralcio dell’opera, infatti, è stato approvato con il programma 2020 di progetti di manutenzione straordinaria e interventi di interesse pubblico ricadenti nel territorio dei comuni del Parco Naturale del Delta del Po. “Il contributo al progetto – sottolinea l’assessore Corazzari – è di importante rilevanza nella vasta ottica di salvaguardia dell’integrità degli ecosistemi".

"Un impegno dal grande valore naturalistico ma anche indispensabile per l’attività antropica ed economica dell’area. Le caratteristiche ecologiche dell’area, infatti, sono
alla base di quelle attività agricole, di pescicoltura e di molluschicoltura che sono riconosciute in tutta Europa e che, purtroppo, risentono delle conseguenze degli
eccezionali eventi meteorologici verificatisi a partire dal mese di ottobre 2018, richiedendo l’attivazione di interventi mirati come questo".

"Mai come in questo caso le esigenze dal punto di vista naturalistico vanno di pari passo con quelle produttive”. “La gran parte delle attività produttive locali – prosegue l’assessore - vivono di quella che è la tipicità dell’habitat del Delta del Po, la più grande zona umida, caratterizzata da grandi superfici di acqua dolce e salmastra che si incontrano in lagune, fiumi, canali, golene in un indefinito confine tra terra ed acqua".

"Intervenire sullo sbocco a mare interessato è un contributo al mantenimento dell’equilibrio dinamico tra le acque dolci dell’interno e quelle salate del mare, indispensabile al contesto ecologico di questi ambienti che sono aree di sosta, rifugio e riproduzione della fauna ed altrettanto importanti per la varietà di vegetazione tipica. In poche parole: si favorisce la conservazione di un patrimonio naturalistico unico e si sostiene un’economia che con esso vive in armonia”.

“Opere di manutenzione come queste rispondono alle esigenze del mondo della pesca e dell’acquacoltura che in Veneto conta oltre 3 mila imprese ittiche – si unisce l’assessore Giuseppe Pan - un settore economico strategico che ha sofferto molto durante l’emergenza Covid, con la chiusura del canale Horeca e dell’arresto temporaneo delle attività. Ancora una volta la Regione Veneto dimostra di essere vicino alle esigenze del comparto, che conta migliaia di occupati e che lavora in stretta connessione con le attività dell’agroalimentare e del turismo".

Concludendo: "Settore le cui priorità sono sempre più la sostenibilità e la conservazione delle risorse biologiche marine e un’acquacoltura competitiva e sostenibile".
Articolo di Mercoledì 29 Luglio 2020

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