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POLITICA

Dalla Regione lo slancio giusto, da Roma ancora no

Infrastrutture: bene la mozione unitaria approvata per il completamento della idrovia Padova-Venezia, ma il governo adesso si svegli dal torpore, l’invito dell’onorevole di Badia Polesine (Rovigo) Antonietta Giacometti

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BADIA POLESINE (Rovigo) - L’onorevole Antonietta Giacometti esprime grande soddisfazione per la mozione unitaria, discussa l’altro ieri in parlamento, che impegna il governo giallorosso ad adottare, in tempi brevi e in pieno coordinamento con la Regione del Veneto, ogni azione finalizzata alla realizzazione e al completamento delle opere sui bacini di laminazione. “È un risultato importante per il nostro territorio, però ora basta rinvii, sostiene la Lega, il Governo si svegli dal torpore, ascolti la nostra richiesta e quella di una trentina di sindaci interessati e completi l'idrovia Padova-Venezia, ormai ferma da troppi anni e indispensabile per la messa in sicurezza dell'area del Bacchiglione e del Brenta”.

Il programma, ricorda la Giacometti, è merito del lavoro e dell’impegno profuso dalla Regione in tutti questi anni. “È stata proprio la Regione Veneto che ha ridato slancio al progetto nell’ambito delle opere di difesa idraulica, ricorda l’onorevole, approvando tutta una serie di interventi per la realizzazione dei bacini di laminazione, essenziali per la stessa idrovia Padova-Venezia e per la messa in sicurezza del territorio”.

Adesso è più che mai necessario la collaborazione del governo, che dovrà elaborare una progettazione definitiva che garantisca i più alti standard in termini di sicurezza idraulica dei bacini complessivamente coinvolti, inclusi i nodi critici nei territori attraversati dal canale Novissimo nell'entroterra veneziano. L’esecutivo, sostiene la Lega, individui anche risorse europee disponibili per il completamento dell’opera destinata a regimentare il livello delle acque nei casi di esondazione dall'alveo del sistema fluviale Bacchiglione-Brenta. Un’opera fondamentale, quindi, tenuto conto degli  studi sulle problematiche idrauliche e sui relativi effetti ambientali connessi all'utilizzo del sedime del canale dell'idrovia come scolmatore, in riferimento agli impatti sulla rete idraulica esistente e sull'ecosistema naturale della laguna di Venezia, ancor più in vista dell’entrata in funzione del Mose.

“Naturalmente, conclude l’onorevole, ci dovrà essere una verifica della sostenibilità ambientale, sociale ed economica dell’opera, con la piena partecipazione degli enti locali e dei soggetti interessati”.

Altresì fondamentale sarà che Il Governo destini risorse al risanamento idrogeologico e alla messa in sicurezza del territorio e dei bacini coinvolti attraverso interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria dei canali finalizzati al recupero della capacità drenante della rete idraulica, all'interno di un corridoio ecologico che ricalchi il percorso dell'idrovia.

Ugo Mariano Brasioli

Articolo di Giovedì 30 Luglio 2020

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