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LA LETTERA

La Rovigo del degrado, ovvero “La storia infinita”

Flavio Ambroglini torna a parlare dei problemi cronici del quartiere Commenda di Rovigo, ma la rotatoria di Buso di cui si parlava molto tempo fa e che pareva ormai cosa fatta; che fine ha fatto?    

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ROVIGO - Fuggendo la tentazione di parafrasare l’omonimo film tratto dal romanzo dello scrittore tedesco Michael Andreas Helmuth Ende, ne prendo solo spunto vedendo sempre più la nostra Rovigo simile al Regno di Fantàsia minacciato dal Nulla, oscura entità che la sta distruggendo.          

Troppa incuria lasciata stratificare ne offre un’immagine capace di stringere il cuore in quanti, come il sottoscritto, se la ricordano nel passato: strade malridotte ovunque, piste ciclabili incomplete e pericolose, mobilità urbana “fai da te”,  isole ecologiche puzzolenti dove i soliti maleducati si sentono autorizzati a buttare di tutto in spregio alle regole ed al semplice buonsenso, e quello che dentro ai cassonetti non ci sta viene abbandonato nei pressi.          

E’ vero che tanti problemi sono stati per così dire “ereditati” dal recente passato, ma fatti concludenti per migliorare la situazione ed il decoro della Città se ne vedono ben pochi.  Abitando in Commenda, quartiere storico e densamente popolato da sempre, constato quotidianamente che i viali che lo attraversano sono vere e proprie piste di accelerazione per entrare ed uscire da Rovigo in direzione Padova e di segnalazioni ne ho fatte tante; Ecoambiente da me chiamata per la presenza settimanale di contenitori in plastica per il pesce gettati nei cassonetti con esiti di ammorbamento nel raggio di centinaia di metri, altro non ha potuto fare che svuotarli ma quanto ad igienizzazione e soluzione del problema al momento non si è visto nulla.    

Che dire della parte privata del Parco Maddalena: dopo mia segnalazione al Sindaco per la presenza di erba alta un metro, di rottacci edilizi, di topi richiamati dal cibo per gatti che cittadini, sicuramente in buonafede, lasciano agli ingressi dell’ex nosocomio, di alberi alti più di venti metri che rischiano di cadere su viale Europa, e lo scorso anno ne caddero ben tre e solo per puro miracolo non si fece male nessuno; a fronte di tutto questo, solo nella parte dell’area confinante con la zona pubblica è stata tagliata l’erba!     Mi sorge spontanea una domanda: “perché?”….semplicemente perché?    

Nei tristi giorni di chiusura totale a causa del Covid-19 ho avuto modo di prestare servizio di protezione civile,  girando per molti giorni per l’intero territorio comunale a consegnare le prime mascherine  destinate ai cittadini bloccati in casa; ebbene, è stata l’occasione per riscontrare quanto generalizzati siano i problemi cui ho fatto riferimento.    

Chiudo con l’ennesima domanda: “ma la rotatoria di Buso di cui si parlava molto tempo fa e che pareva ormai cosa fatta; che fine ha fatto?       

Il passante nord giace, da tempo immemore, “mutilato” di una congiunzione con la rotatoria “Lina Merlin” e, nella recondita speranza di non dover aspettare tanto,  rubo al buon Manzoni l’esordio della quinta strofa della sua celebre poesia il 5 maggio   “….ai posteri l’ardua sentenza!”

Flavio Ambroglini

Articolo di Sabato 1 Agosto 2020

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