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SISTEMA IDRAULICO

La programmazione nella gestione e manutenzione territoriale è la strada maestra

Piano delle acque: l’obiettivo è di creare un coordinamento fra Comune di Lendinara (Rovigo) e le associazioni di categoria

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LENDINARA (Rovigo) – Il problema delle acque in Polesine, terra costellata da fiumi e canali, è sempre storicamente stato importante. 
Lo ricorda Loris Tietto, presidente della commissione comunale delle politiche per il territorio: “Noi proveniamo da un popolo di pionieri, ha detto, i primi abitanti di queste aree di bassa Pianura Padana cercarono la loro fortuna ed il loro sviluppo in un’area che era tutto fuorché ospitale, perennemente esposto nel corso dei secoli agli allagamenti  dei fiumi Adige, Tartaro e Po; non possiamo dimenticarlo”.

"I nostri antenati si ritrovarono a convivere con l’acqua, cercando nel corso del tempo di addomesticarla, grazie agli imponenti lavori di bonifica del dopoguerra, da 70 anni non ci sono state alluvioni ma quando la memoria storica comincia a sfumare, il pericolo della superficialità o del dare per scontate le cose, è in agguato, specialmente quando i regimi pluviometrici cambiano, come sta succedendo. Ecco che all’ora, come ha dimostrato l’eccezionale piena dell’Adige di ottobre scorso, il nostro sistema idraulico può andare in crisi. Bisogna ripensare cioè il rapporto con la natura e il territorio" sottolinea Tietto.

Senza questa doverosa premessa, Loris Tietto è convinto che non è possibile commentare il via libera che il consiglio comunale del 25 giugno scorso ha dato al piano delle acque, uno strumento previsto dal nuovo piano territoriale di coordinamento provinciale approvato dalla Regione Veneto. Un piano a cui il Comune di Lendinara ha aderito fino dal 2015 lavorando in sinergia con gli altri enti grazie alla fattiva collaborazione dell'assessore all'ambiente Lorenzo Valentini e del geometra dell'ufficio comunale Mirco Rigolin.

Per questo dal 2015 il Consiglio di Bacino ha avviato un percorso di studio accurato per la pianificazione delle acque della rete idraulica e fognaria di ogni comune, prendendo in considerazione le criticità del sistema di una rete fognaria di tipo misto, che accoglie sia le acque piovane sia le acque nere, mentre per le lottizzazioni sorte negli ultimi anni si parla di sistemi separati. Per alcune zone la situazione era già chiara, "per altre - secondo Tietto, per altre varrà la pena di approfondire ancora per capire quali interventi programmare".

In commissione Tietto e Davide Bernardinello stanno affrontando lo studio della situazione e sostengono che la gestione politica debba tener conto della mutata situazione per cui è nata la necessità di adeguare il piano comunale delle acque in ottica preventiva, per esempio prevedendo i tempi di ritorno degli allagamenti in una determinata area. Nell’ottica della gestione questo implica il coraggio di dire dei no alle richieste insediative o edilizie inopportune e vale anche per la responsabilità degli agricoltori nella cura dei fossati. “Questo non esclude la possibilità di prevedere dei bacini di laminazione (però molto costosi) - dice ancora Tietto - ma prima di arrivarci è possibile sfruttare il reticolo idraulico esistetene”.

L’obiettivo è di rafforzare il coordinamento fra Comune e gli Enti competenti per degli studi di dettaglio del territorio per capire compiutamente le criticità legate all’ubicazione dei fossati di scolo e ai tempi di ritardo dei flussi di ritorno (similmente a quanto avviene nelle maree lagunari). Di grande aiuto per la funzione di consolidamento degli argini, sarebbe la piantumazione di alberi magari sfruttando il progetto ideato dal sindaco di San Bellino, Aldo D'Achille, diventato regionale, “Ridiamo il sorriso alla pianura padana”.

"Questo Piano Comunale delle Acque è dunque solo un primo tassello nella gestione idraulica del territorio, che impegna il Comune a non demandare ad altri, competenze che solo l’Amministrazione può adempiere, seppur in sinergia con tutti gli altri attori che giocano in questa partita con l’acqua sia quando è risorsa e anche quando costituisce pericolo".

Ugo Mariano Brasioli

Articolo di Domenica 2 Agosto 2020

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