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ELEZIONI REGIONALI

Gessica Ferrari: "Il settore primario deve essere rilanciato"

La candidata consigliera regionale specifica quelle che sono le misure da adottare perché si arrivi ad una soluzione per dare maggiore ossigeno ad agricoltori e

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ADRIA (Rovigo) - "Il settore primario più di altri ha subito l’influenza della politica agricola comunitaria tanto che si può affermare che la Pac ha scritto la storia dell’agricoltura italiana degli ultimi 60 anni. Le decisioni di Bruxelles hanno condizionato la vita dei nostri agricoltori ed allevatori, che di volta in volta hanno dovuto adottare diverse strategie aziendali , affrontare investimenti e districarsi fra nuove normative e procedure burocratiche , all’interno di un panorama sempre di maggiore incertezza sul loro futuro". 

Così la candidata consigliera regionale del Partito Democratico di Adria, Gessica Ferrari, che commenta poi: "Così il Le materie prime hanno subito un repentino ed inarrestabile calo dei prezzi sia per le colture cerealicole, che per le carni bovine e per il latte, a fronte di costi di produzione sempre più elevati e soprattutto della straordinaria qualità e salubrità dei nostri prodotti".

"Le proteste degli agricoltori ed allevatori contro le scelte dei vertici europei si sono fatte sentire , stanchi di una politica che anziché rilanciare l’economia agricola lo ha trasformato in un settore assistito e
burocratizzato ed il ruolo della politica nazionale è parso quello di un veicolo di direttive comunitarie non concertate e troppo generalizzate. L’agricoltura rappresenta per il Veneto un settore economico strategico e fondamentale. In Veneto ci sono 119.384 aziende agricole di cui soltanto l’1,8 % ha una superficie superiore a 50 ettari, per cui la stragrande maggioranza delle aziende è di piccole o medie dimensioni, con una tendenza alla scomparsa della piccola proprietà a vantaggio di aziende medio – grandi (fra i 30 ed i 50 ettari)".

Sottolineando: "Negli ultimi anni , le aziende agricole di piccole e medie dimensioni, a fronte di un continuo decrescere dei prezzi dei prodotti agricoli hanno dovuto affrontare un’impennata dei costi di produzione tanto da rendere i margini di guadagno al limite della sopravvivenza. Il panorama agricolo italiano è infatti fortemente variegato e particolareggiato. Ogni singola azienda agricola si distingue per dimensioni , caratteristiche rurali e zootecniche, peculiarità climatiche e del terreno nonché il valore di quest’ultimo per ettaro che può variare in misura rilevante anche all’interno della stessa regione ed i regolamenti comunitari non possono prescindere dalle specifiche peculiarità delle singole aziende".

"Il tentativo della Comunità di salvaguardare i redditi agricoli legando il sostegno all’agricoltura non più alla quantità prodotta ma alla superficie coltivata o ai capi di bestiame posseduti ha trasformato il mondo
agricolo in un settore assistito, che ha favorito i grandi latifondi e non è stato invece sufficiente per sostenere il reddito delle aziende di piccole dimensioni, creando quelle storture di mercato che hanno negli ultimi anni portato alla scomparsa dei piccoli proprietari schiacciati da un mercato globalizzato e invaso da prodotti a basso costo e di dubbia qualità".

Aggiungendo poi: "Il ruolo della politica nazionale è invece quello di tutelare e difendere i prodotti italiani, di ascoltare i propri agricoltori e farsi interlocutrice a livello europeo con atteggiamento propositivo e costruttivo di una nuova idea di politica agricola comunitaria. Molte sono le aree di intervento che andrebbero discusse e perfezionate a livello europeo: in primo luogo oggi si parla molto di tracciabilità e rintracciabilità del prodotto alimentare, ma a livello europeo ancora non si hanno le risposte che i produttori attendono. L’etichettatura è ancora troppo nebulosa , il consumatore non è messo nelle condizioni di sapere da dove provengano le materie prime con cui è prodotto il cibo che compra".

"Anche se ci sono ordinamenti che lo prevedono di fatto ad oggi non si riesce a conoscere con chiarezza e certezza i vari passaggi che l’alimento percorre da monte a valle della filiera, dalla raccolta fino al
consumatore finale. Negli ultimi anni l’attenzione crescente per le politiche ambientali ha messo spesso sul banco degli imputati gli agricoltori accusati di avere sacrificato l’ambiente a vantaggio della produttività. Gli agricoltori sono ad oggi la categoria che più sta pagando gli effetti i dei cambiamenti climatici e che , soprattutto in Italia per tali motivi hanno optato per una gestione dell’azienda sempre più rispettosa dell’ambiente, tanto da trasformarli da imputati a veri e propri alleati verdi".

"Lo studio realizzato dall’Osservatorio Fieragricola-Nomisma ha evidenziato che in tema di economia verde la salubrità e la sicurezza degli alimenti italiani secondo i controlli dell’autorità per la sicurezza alimentare (Efsa) risultano essere assolutamente privi di residui, meglio di quanto possano vantare Francia, Spagna e Germania. L’Italia detiene il record Ue di superficie e incidenza bio per seminativi e colture permanenti con 1,5 milioni di ettari, davanti a Francia, Spagna e Germania, mentre con una riduzione delle emissioni di gas serra (-12,3% negli ultimi vent’anni secondo Eurostat), che incidono per il 7% sul totale delle emissioni contro il 10% della media europea".

Concludendo: "Inoltre nell’ultimo decennio si è fatto sempre meno ricorso all’uso di insetticidi fungicidi ed degli erbicidi. Il sostegno all’agricoltura consente il ricambio generazionale, la sfida è quello di aiutare i giovani agricoltori a continuare ad amare la terra cogliendone tutte le potenzialità, con la loro carica e propensione all’innovazione tecnologica e ad aprirsi anche a nuove opportunità. Come sostiene Carlo Petrini , fondatore di Slow Food “Dalla nostra terra gli agricoltori ricavano prodotti di ottima qualità , cibo dai valori nutrizionali eccellenti , sano nutrimento che migliora la qualità della vita edella salute".

"Il cibo a prezzi stracciati venduto dalle multinazionali è merce che nulla ha a che fare con tutto questo. Speriamo che le nuove generazioni sappiano coniugare tradizione ed innovazione e soprattutto far
giungere la loro voce fino a Bruxelles sostenuti da una politica nazionale più presente ed influente".
Articolo di Martedì 4 Agosto 2020

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