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ANZIANI

Servizi a sostegno dei familiari degli ospiti di Iras e Casa Serena

Un aiuto concreto alle famiglie e agli anziani ospiti delle strutture residenziali grazie al Comune di Rovigo e alle associazioni di volontari che durante il lockdown si sono prodigate per i più deboli 

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ROVIGO - Anziani meno soli grazie alle iniziative organizzate dal Comune in collaborazione con associazioni di volontariato e non solo. Partono dei servizi per ampliare le possibilità di visita agli ospiti Iras e Casa Serena e anche di supporto psicologico. 

La pandemia da Covid 19 ha reso necessarie situazioni di isolamento in particolare per gli anziani ospiti dei Centri Servizi, ma a Rovigo nelle Case di Riposo del Polesine l’aver anticipato il blocco delle visite esterne ha tutelato gli anziani dalle possibilità di contagio. Infatti anche nelle due sedi di Iras e Casa Serena a Rovigo non vi sono state situazioni di contagio e gli ospiti assieme al personale stanno seguendo tutte le procedure di prevenzione previste dalle Ordinanza nazionali e regionali emanate per tali situazioni.

Nelle scorse settimane l’Amministrazione comunale, in particolare il sindaco Edoardo Gaffeo e l’assessore al Welfare Mirella Zambello, hanno incontrato il Comitato dei familiari degli ospiti di Iras, e in quell’occasione oltre a riconoscere la positiva attenzione per la tutela in primis della salute degli anziani ospiti, hanno anche manifestato un disagio che si sta diffondendo tra i familiari per il lungo periodo di limitazione delle visite ai parenti anziani e alle attuali precauzioni adottate.

Secondo i protocolli regionali, da un paio di settimane sono riprese le visite dei familiari ma con una serie di attenzioni necessarie per evitare i possibili contagi. Pertanto per organizzare le visite è necessario telefonare alla centralino di IRAS per prenotare l’incontro settimanale che deve comunque essere effettuato in una zona protetta, ed in tempi brevi. Per fare tutto seguendo le norme di sicurezza e di prevenzione è necessario dedicare un certo numero di operatori della struttura, che non è presente nei sabati e domeniche. L’esigenza manifestata dal comitato dei familiari riguarda quindi la possibilità di avere a disposizione anche il sabato, per quei familiari che per impegni di lavoro non riescono ad essere disponibili dal lunedì al venerdì. Inoltre, il protrarsi di situazione di distacco dai propri congiunti ha creato in molte situazioni un certo disagio psicologico per non poter garantire quella vicinanza utile per mantenere viva la relazione affettiva, spesso resa complessa per demenza o decadimento cognitivo. 

“L’ascolto di questa esigenza – ha spiegato l'assessore al Welfare Mirella Zambello, durante la presentazione dell'iniziativa, tenutasi oggi a palazzo Nodari -,  ha fatto scattare l’idea di coinvolgere le associazioni di volontariato che in occasione del lockdown si sono rese disponibili per molteplici servizi alla popolazione e, pensando alla specifica preparazione  che poteva essere utile per questa situazione, sono state coinvolte le associazioni Croce Rossa e Blu Soccorso,  già sono convenzionate con Iras per il trasporto degli ospiti alle sedi ospedaliere. I volontari di queste associazioni sono preparati per adottare tutte le modalità richieste dai protocolli di prevenzione del contagio Covid, e si sono resi disponibili per garantire l’accoglienza e sorveglianza per favorire le visite dei familiari anche al sabato.

Abbiamo inoltre concordato – prosegue Zambello -, la possibilità di offrire sostegno psicologico ai familiari degli ospiti attraverso la disponibilità gratuita degli operatori dell’associazione Ametiste e dello studio Akoè di Rovigo, che durante il periodo di lockdown hanno offerto sostegno psicologico telefonico gratuito ai cittadini.  Di fronte a questa esigenza specifica di sostenere i familiari degli ospiti di Iras, vi è stata una generosa disponibilità dei professionisti di questi due realtà, finalizzata ad aiutare ad affrontare le limitazioni ed il rispetto delle norme di prevenzione, che rischiano di sfilacciare le relazioni ed il contatto fisico con i parenti anziani. Questo è un esempio di responsabilità condivisa – ha concluso Zambello -,  in cui si fa rete tra le istituzioni preposte ad offrire i servizi, in questo caso per le persone anziane e alle loro famiglie, e le associazioni che mettono al servizio in maniera integrata le loro capacità, competenze, ma soprattutto la generosa disponibilità. E’ un esempio di sviluppo di comunità in cui si rinforza la rete di aiuto con i supporti istituzionali e del volontariato, affinchè le persone nell’affrontare le problematiche di salute o fragilità dovute all’invecchiamento, non si sentano sole. Con questa conferenza stampa vogliamo informare i cittadini delle iniziative positive che si realizzano anche nella nostra città e vogliamo diffondere il “contagio della solidarietà”!

“Stiamo lavorando – ha evidenziato il sindaco Edoardo Gaffeo -, per risolvere un problema molto serio, che è quello del contatto umano, per una fascia di popolazione che sta soffrendo molto quello che è successo nel corso degli ultimi mesi. Abbiamo cercato di coadiuvare una serie di iniziative che coinvolgono il mondo del volontariato e grazie a questa sinergia abbiamo fatto e stiamo facendo molti passi avanti”.

Per accedere al servizio di sostegno psicologico si potrà contattare direttamente i responsabili dell’associazione Ametiste per i familiari degli ospiti di Casa Serena, telefonando al numero 347/1022456 oppure via e-mail: associazioneametiste@gmail.com;

mentre per quelli degli ospiti di Iras a San Bortolo si potrà  contattare lo studio Akoè, al n. 345/9204079 o via e-mail: info@akoe.it

Alla conferenza sono intervenuti: per la Croce Rossa,  Alberto Indani, per l'associazione Ametiste   Alessandra Tozzi, per lo Studio Akoè,  Paola Formaglio e per il Comitato dei familiari,  il portavoce Renzo Bellinello. Ha fatto avere il suo saluto anche Raffaella Gusella di Blu Soccorso che non ha potuto partecipare.

Articolo di Martedì 4 Agosto 2020

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