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RUGBY

Unica certezza il sostegno di Zambelli, per il campionato bisognerà attendere

FemiCz Rovigo che chiede risposte, ma le uniche pervenute in questi mesi sono da Comune e Monti Junior, con cui è stata ritrovata la sintonia. Francesco Zambelli vuole l’alto livello, il Top12 così come è concepito non lo soddisfa

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ROVIGO - “In Francia hanno già i calendari con 1700 contagiati al giorno, in Italia no, con numeri nettamente inferiori”. Sono le parole di Umberto Casellato, tecnico della FemiCz Rovigo, una stagione conclusa anzitempo per l’emergenza Covid-19, con i Bersaglieri a più sette su tutti. La voglia di ricominciare, l’inizio della preparazione il 3 agosto, ma un calendario certo non c’è (LEGGI ARTICOLO).

“La società ha marciato a occhi chiusi - ha evidenziato il patron Francesco Zambelli - credo che ci siano degli interessi e dei motivi di rischio, per cui non è detto che vada tutto secondo le ultime nostre speranze”. Il Top12 così come concepito sta stretto alla Rugby Rovigo Delta e al suo presidente “Già a febbraio ho deciso di fare delle scelte senza certezze, uno sforzo di buona volontà con la conferma di Umberto Casellato, e la conferma alla cieca di giocatori”. Mercato che ha anche irritato il presidente, alcuni punti fermi della squadra hanno preso altre strade (Odiete e Pavesi in particolare, ma ha fatto rumore anche il passaggio di D’Amico a Calvisano), senza contare la nuova regola che impone l’utilizzo di solo tre stranieri (LEGGI ARTICOLO). 

Leggi l’articolo sulle novità in casa Rugby Rovigo

“Non sappiamo ancora molto sulla prossima stagione - ammette Zambelli - non sappiamo come studiare o rincorrere un budget, la nostra Federazione ci dimentica, a noi ci ha fatto rispettare i contratti, ma non ci ha dato certezze, il 3 agosto abbiamo cominciato la preparazione, ma dobbiamo anche pagare gli stipendi, l’unica cosa certa è quando finirà il campionato, il 31 maggio. Gli stipendi sono a dieci mesi, ma se per caso l’emergenza si allungasse, come il campionato, i mesi diventerebbero 11”. Una differenza non di poco conto.

Se con il Comune di Rovigo e la Monti Junior l’intesa è stata trovata, con la Federazione e il presidente Gavazzi siamo ancora in alto mare. Il patron Zambelli chiede certezze, ma non le trova.

“Per la Challenge cup fino all’ultimo ci hanno detto che eravamo gli unici titolati a farla, situazione che avrebbe consentito l’utilizzo dei 4 stranieri, invece niente. Secondo me qualcuno si era già portato avanti con i contratti impostando il mercato sui tre stranieri (chiaro riferimento ad altre società)”.

L’ambizione dell’alto livello, un cruccio del patron Zambelli. Top12 che funge da unico serbatoio per le franchigie (Benetton e Zebre), una situazione che sta stretta alla Rugby Rovigo “Quando non farò più il presidente, è perché Rovigo è legato al basso livello, di fatto siamo cacciati alla serie b con questo sistema, discorso diverso per la sponsorizzazione che manterrò comunque. Rovigo ha dato di tutto al movimento del rugby per onorare questo territorio, non siamo mai retrocessi, abbiamo dato uomini alla nazionale, ma un po’ alla volta questa Federazione ci ha fatto scivolare in una piramide sportiva tagliandoci fuori da tutto, è impossibile modificare il posizionamento attuale”.

Discorso premi-contributi che tiene sulle spine Zambelli “La Federazione non ci dà la possibilità di mettere a disposizione un budget, non sappiamo quando arrivano i premi (Coppa Italia e playoff mai disputati per l’emergenza Covid-19)”.

A riscaldare il cuore del presidente Zambelli ci ha pensato coach Casellato “Ci sono tante incertezze, ma c’è un punto fermo, la famiglia Zambelli ci ha sostenuto sempre, difficile non allenarsi per 5 mesi, e sotto il profilo economico abbiamo ricevuto tutto il sostegno, non ci è mancato un centesimo. In un momento così meglio ricordarlo, non stiamo parlando di arricchire i ragazzi, ma di permettergli di vivere, in altri club questo non è successo”.

Dal punto di vista tecnico 13 giocatori sono andati via, 12 i nuovi ma Casellato ha evidenziato che “Lugato, Uncini, Borin e Leccioli non sono nuovi, hanno già lavorato con noi in verità sono 7”. Sulla stagione Casellato non si nasconde, anzi “puntiamo a campionato e Coppa Italia, abbiamo lavorato sempre sugli gli stessi obiettivi, pensiamo di avere una rosa competitiva, ma lo dirà il campo, come sempre. Vorrei ricordare che a Mogliano abbiamo vinto lo scudetto arrivando in regular season con 25 punti di distacco dalla prima”. Poi nei playoff il Mogliano vinse la finale a Prato in un campo impossibile, lasciando a Pippo Frati ed Andrea De Rossi, grandi favoriti, con l’amaro in bocca.

Sui “nuovi” una parola di elogio per il giovane Luca Borin “E’ ritornato dall’esperienza in Accademia e l’ho trovato molto maturato”. Venerdì 7 agosto si torna all’antico, squadra e staff hanno effettuato gli esami sierologici, allenamento aperto alla stampa. Un segnale di normalità dopo mesi di divieti per effetto dell’emergenza Covid-19.

Giorgio Achilli

 

Articolo di Giovedì 6 Agosto 2020

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