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ELEZIONI REGIONALI

Tessarin: "La sanità regionale non si è mai preoccupata troppo per le cure delle persone disabili".

La candidata alle prossime elezioni regionali con il Partito Democratico e assessore alle politiche di genere di Porto Viro (Rovigo) entra nel merito di quanto la sanità potrebbe fare per le cure preventive delle persone con disabilità

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PORTO VIRO (Rovigo) - L’assessore alle politiche di genere del comune di Porto Viro Marialaura Tessarin, candidata alle prossime elezioni regionali nella lista del Partito Democratico a sostegno di Arturo Lorenzoni, interviene a proposito della sanità, mettendo in luce un aspetto certamente poco conosciuto e di cui la politica non si è mai seriamente occupata: l'accesso alle cure e alle misure di prevenzione da parte delle persone disabili e la mancanza di una vera sanità inclusiva.

Marialaura Tessarin commenta: “Colgo l'occasione di questa mia candidatura per discutere di sanità che è il settore principale per quanto riguarda le competenze della regione. In particolare vorrei mettere sotto i riflettori un grosso problema, una gravissima lacuna che riguarda in generale tutta la sanità italiana e quindi anche quella veneta. L'accesso alle prestazioni mediche e ai servizi di prevenzione dovrebbe essere un  diritto universale: mi sembra evidente, con grande rammarico, che non è così".

"Le persone con disabilità, in particolare quelle con disabilità gravi, in moltissimi casi sono impossibilitate ad effettuare la maggior parte delle visite mediche di controllo e di conseguenza non hanno diritto alla prevenzione. I motivi possono essere molteplici: ambulatori medici raggiungibili solo tramite rampe di scale, con ascensori troppo stretti o servo-scala malfunzionanti a cui puntualmente non viene eseguita la manutenzione; strumentazione diagnostica non adatta a chi ha gravi difficoltà motorie e di equilibrio; personale non correttamente formato per interagire con i corpi delle persone disabili che presentano fragilità e caratteristiche molto particolari che è necessario conoscere".

Sottolineando: "Oltretutto, quand’anche una struttura fosse perfettamente accessibile, spesso risulta essere distante dall'abitazione del disabile, costringendolo a lunghi viaggi stancanti o, addirittura, a rinunciare alle prestazioni. Mi sembra evidente, che siamo di fronte a una grave situazione di  abilismo, ovvero di discriminazione verso le persone con disabilità".

"Ad esempio, una donna con disabilità che proprio per questo motivo subisce una discriminazione multipla, non può usufruire delle normali prestazioni sanitarie come una semplice mammografia: il macchinario è infatti progettato affinché la paziente rimanga in piedi, quindi non pensato per chi ha una disabilità motoria e non può reggersi in piedi. Allo stesso modo sono off limits per i disabili le visite oculistiche, i controlli ginecologici, alcuni tipi di radiografie, interventi odontoiatrici e molto altro".

Concludendo: "A volte basterebbe veramente poco, come, per esempio, lettini più bassi o ad altezza regolabile e la disponibilità di sollevatori per agevolare gli spostamenti con la presenza di personale adeguatamente formato. Se sarò eletta, sarà mia premura portare subito all'attenzione del consiglio regionale queste problematiche, affinché nessun disabile si senta più discriminato di fronte alla sanità". 

Articolo di Venerdì 7 Agosto 2020

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