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ECONOMIA

Rovigo registra un andamento migliore rispetto al dato regionale

In provincia di Rovigo la produzione scende del -19,4%, dato migliore della media regionale, grazie alla tenuta  del settore agroalimentare. Calo contenuto anche nell’occupazione (-1.900).

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ROVIGO - Tra aprile e giugno 2020 la produzione industriale nel territorio veneziano registra una contrazione del 25,7%, il dato più alto della media regionale (-22,4%) e gli ordini esteri diminuiscono del 33,4% rispetto allo stesso periodo del 2019. Rovigo registra un andamento migliore rispetto al dato  regionale, con un calo del 19,4% della produzione manifatturiera e un -13,4% sugli ordini interni, grazie alla tenuta del settore alimentare, gli ordini esteri di contro calano del 28,1% superando di gran lunga il dato medio regionale.

È questa la foto scattata dall’indagine Veneto Congiuntura, di Unioncamere Veneto condotta a fine giungo 2020 sulle imprese manifatturiere di Venezia e Rovigo con più di 10 addetti. Dopo un primo trimestre con segni negativi più contenuti, nel secondo trimestre tutti gli indicatori sono fortemente negativi, con variazioni più forti di quelle registrate da quando l’indagine viene svolta.

I dati della demografia d’impresa al secondo trimestre 2020 elaborati dalla Camera di Commercio di Venezia Rovigo fotografano, invece, due territori in cui il tessuto imprenditoriale resta fondamentalmente in una situazione di stallo, registrando trend simili ai mesi precedenti all’emergenza Covid-19, con una contrazione delle localizzazioni del -0,5% rispetto allo stesso periodo del 2019, ma un saldo positivo tra iscrizioni e cessazioni nel II trimestre 2020, dato dalla diminuzione delle chiusure.

Una diminuzione che può essere correlata in parte al periodo di lockdown e al rallentamento generale amministrativo. In parte ad alcuni fattori dissuasivi alla chiusura d’impresa come i vincoli legati alle procedure di scioglimento e licenziamenti, in parte agli gli aiuti e sussidi messi in campo dalle istituzioni e dagli stessi enti camerali che hanno indotto gli imprenditori a prendere tempo, per capire se possano migliorare le condizioni di mercato. Solo nel prossimo semestre (fine dicembre 2020) si potranno, infatti, analizzare le reali ripercussioni del Covid-19 sulla nati mortalità delle imprese.

Dal punto di vista dell’occupazione secondo Veneto Lavoro, Venezia è una delle province più colpite con una perdita di circa 24.500 posizioni di lavoro rispetto allo stesso periodo del 2019 (dato dall’incidenza dei lavori stagionali) mentre a Rovigo c’è stato un calo più contenuto (-1.500). Il ricorso alla cassa integrazione si quantifica in più di 31 milioni di ore autorizzate tra  gennaio e giugno 2020 in provincia di Venezia e più di 6 milioni a Rovigo.

Nonostante la situazione di difficoltà, i dati congiunturali dicono che le imprese manifatturiere di media e grande dimensione per il prossimo trimestre prevedono un possibile recupero, anche se nelle piccole resta ancora pessimismo. Andamento confermato anche dai dati sull’occupazione, dove si prevede una lenta ripresa e forti riorganizzazioni.

Dall’indagine Excelsior di Unoncamere emerge che il 20,7% delle imprese dell’area di Venezia e Rovigo ha introdotto il lavoro agile nel periodo di lockdown, con oltre 26 mila lavoratori dei settori industria e servizi in smartworking nel veneziano e oltre 6000 nel polesine.

Tra le imprese Veneziane che adotteranno azioni organizzative nel Post-Covid, il 12,3% dichiara di voler estendere il ricorso a tale modalità di lavoro; tale percentuale aumenta al 23,8%  per le imprese esportatrici e al 21,7 per quelle che hanno adottato piani di investimenti integrati tra i diversi ambiti della trasformazione digitale. Nel polesine il 9,9% delle imprese dichiara di voler estendere ulteriormente il ricorso al lavoro agile; per le imprese esportatrici tale percentuale aumenta al 21,4%.

Articolo di Venerdì 7 Agosto 2020

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