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Un progetto, quello della canapa, di cui Rovigo è capofila

Visita in campo con l’attuale responsabile della sperimentazione varietale della canapa relativa al progetto, Massimo Montanari, che ha illustrato il programma di ricerca e le condizioni agro climatiche che hanno influenzato la realizzazione della prova

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ROVIGO - Non si è mai fermato il progetto “Produrre canapa nella filiera alimentare e agro industriale” dove Coldiretti Rovigo è capofila, ma nell’ultimo periodo, a causa dell’emergenza sanitaria, alcune attività rivolte al pubblico non si erano potute tenere. Appena possibile, il gruppo operativo, che si è costituito nell’ambito della misura 16 del Psr della Regione Veneto, ha organizzato una visita alle prove sperimentali delle diverse varietà di canapa realizzate al Crea di Rovigo. Si tratta di una delle tappe della programmazione che si svilupperà fino al 2022.

I partner coinvolti. A formare il gruppo operativo sono: l’associazione polesana Coldiretti Rovigo (capofila), la federazione regionale Coldiretti Veneto,  Impresa Verde Rovigo S.r.l., Impresa Verde Treviso e Belluno S.r.l.,  il Crea di Rovigo, l’Università di Padova  dipartimento Biotecnologie e le aziende agricole di Rigolin Christian di Fiesso Umbertiano (Ro), di Boccato Diego di Ceregnano (Ro) e di Barban Elia di Castelfranco Veneto (Tv).

La visita in campo. Lo scorso 21 luglio si è tenuta la visita in campo dove l’attuale responsabile della sperimentazione varietale della canapa relativa al progetto, Massimo Montanari, ha illustrato il programma di ricerca e le condizioni agro climatiche che hanno influenzato la realizzazione della prova, quindi le differenze fra le varietà in relazione alla provenienza e alla loro potenzialità produttiva, oltre che alla destinazione d’uso. La prova si sta svolgendo su tredici tipologie; al termine del loro percorso di crescita verranno analizzate per verificarne l’adattabilità per le filiere. La semina del campo, avvenuta a fine aprile, vedrà la conclusione del ciclo con la raccolta prevista a fine agosto per le varietà di canapa precoci e a settembre per quelle medie e tardive. Si sottolinea che le parcelline coltivate come campi di prova al Crea sono state poi ripetute in parcelloni nelle aziende agricole partner del progetto.

Obiettivi del progetto. Tra gli obiettivi c’è quello di collegare e mettere in rete le imprese agricole interessate a coltivare la canapa, attraverso le competenze e l’esperienza di partner specializzati nel campo scientifico della ricerca varietale, individuando le migliori tecniche di coltivazione, affrontando le problematiche delle lavorazioni agro meccaniche e della trasformazione alimentare e agroindustriale delle diverse parti della pianta, per consentire di migliorare la produttività e la competitività aziendale. Si prevede, altresì, la valutazione dell’utilizzo della canapa nel settore zootecnico, in collaborazione con il dipartimento di biomedicina comparata e alimentazione dell’Università di Padova. Le analisi consentiranno di capire se l’inclusione della farina di canapa nei mangimi di allattamento dei vitelli a carne bianca può fornire risultati positivi in termini di prestazioni produttive e di benessere degli animali. Questi risultati potranno essere applicati anche su aziende zootecniche in condizioni ambientali e gestionali diverse.

“Si è di fatto concluso il primo anno di questo progetto che, nonostante alcune difficoltà, ha continuato il suo percorso - sottolinea Dina Merlo, consulente del progetto ‘Produrre canapa nella filiera alimentare e agro industriale’ -. Nelle prossime settimane verrà organizzato un convegno, probabilmente in videoconferenza e successivamente verranno avviati dei corsi di formazione rivolti agli imprenditori agricoli interessati ad approfondire la tematica”. 

Articolo di Venerdì 7 Agosto 2020

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