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TASSE ADRIA

Federico Simoni: “Su Imu e Tari le solite promesse, ma nessun aiuto vero dall'amministrazione Barbierato”

L'ex vice sindaco di Adria (Rovigo) commenta la manovra finanziaria del comune specificando che le due tasse principali non sono state abbassate di un centesimo

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ADRIA (Rovigo) - “Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi.” È questa una delle frasi più celebri del Gattopardo, che bene si adatta alla manovra finanziaria appena approvata dall’amministrazione Barbierato.
Perché quando si parla di bilancio, e cioè di soldi, è bene analizzare non le parole, ma i numeri. E in questo 2020 caratterizzato dalla pandemia del Covid-19 e dalla pesantissima crisi economica che ha colpito e sta colpendo famiglie e imprese a seguito del lockdown, il sindaco Barbierato ha pensato bene di non abbassare neanche di un centesimo sia l’Imu che la Tari".

Così l'ex vice sindaco del comune di Adria, Federico Simoni, che commenta la decisione dell'amministrazione Barbierato per una manovra finanziaria che doveva dare maggior ossigeno a imprese e famiglie: "Nell’ultimo consiglio comunale, infatti, invece di venire incontro alle aziende e alle famiglie abbassando le aliquote Imu, le ha confermate allo stesso livello del 2019. Forse i civici non si sono accorti che in questi mesi è cambiato il mondo, che ci sono problemi economici e sociali generalizzati, o forse se ne sono accorti ma hanno fatto finta di nulla".

"Fatto sta che invece di abbassare le imposte per agevolare la ripresa economica, il sindaco ha voluto tenere le aliquote ai livelli pre-crisi, dimostrando lontananza dalla realtà, e scarsa sensibilità nei confronti dei cittadini e delle aziende. Anzi, sia nel consiglio comunale che sulla stampa si sono poi vantati di aver tenuto le tariffe ferme, senza aumentarle come invece la legge oggi consentirebbe. Una vittoria di Pirro, dichiarazioni del tutto fuori luogo e di cui assolutamente non vantarsi. Sulla tassa sui rifiuti Tari, invece, è riuscito addirittura a fare di peggio".

Sottolineando: "In consiglio comunale il sindaco ha dichiarato di aver stanziato ben 104 mila euro per sgravare la Tari a quelle attività chiuse durante i mesi di lockdown, e dare così un aiuto concreto alle aziende. Peccato che questa manovra di oltre centomila euro non sia frutto della scelta politica dell’amministrazione Barbierato, ma sia un obbligo di legge. Un obbligo che deriva dalla delibera 158/2020 dell’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (Arera), che impone a tutti i comuni italiani di stornare alle aziende almeno la parte variabile della Tari riferita ai giorni di chiusura obbligata".

"Ossia, guarda caso, esattamente i 104.521,59 euro messi a bilancio. Quindi, nessuna mano tesa verso le aziende da parte di Barbierato, ma solo un obbligo a cui anche il comune di Adria non ha potuto sottrarsi. Solo per fare un esempio a noi vicino, il comune di Cavarzere, al contrario di Adria, fino alla fine di quest’anno ha azzerato Tari per tutte le aziende, e l’ha scontata del 40% per tutte le famiglie, andando ben oltre agli obblighi di legge impegnando in bilancio circa un milione di euro".

Concludendo: "Il sindaco Barbierato, invece, ha fatto solo il compitino per casa, rispettando la legge e fermandosi lì, senza ulteriori aiuti per la aziende. Anzi, spacciando questo obbligo come una scelta politica dell’amministrazione targata Ibc, prendendo così, come sempre, in giro i cittadini. È proprio vero ciò che disse allora Tancredi nel Gattopardo, una verità tutta italiana e da oggi anche adriese: tutto cambia perché nulla cambi. Il gattopardismo è ormai proprio di Barbierato. E quel fantomatico cambiamento promesso dall’amministrazione civica non si vede, e se si vede, è solo in peggio".
Articolo di Sabato 8 Agosto 2020

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