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RUGBY

Davide Giazzon: “Rovigo è una possibilità per questi giovani”

Sacrificio, impegno e rinunce, solo così si raggiunge l’alto livello, Davide Giazzon nel recente passato è stato protagonista della nascita del rugby professionistico in Italia, da una settimana è il nuovo tecnico della mischia della FemiCz Rovigo

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Davide Giazzon
Casellato, Badocchi e Giazzon
Umberto Casellato

ROVIGO - E’ carico Davide Giazzon, venerdì 8 agosto allo stadio Battaglini si è chiusa la prima settimana di preparazione della FemiCz Rovigo in vista del prossimo campionato di Top12. Per lui un gradito ritorno a Rovigo, da dove aveva spiccato il volo verso il professionismo e la Nazionale. Un grande professionista, ma due anni fa ha deciso di chiudere con il rugby giocato. Due anni a Villorba in Serie B da tecnico, ad agosto il ritorno al Battaglini al fianco di Umberto Casellato, dove ha ritrovato i suoi ex compagni di squadra Ferro, Lubian e il “Sindaco” Bacchetti.

“E’ stata una bella settimana a livello di entusiasmo ed emozioni - ammette il neo tecnico della mischia Davide Giazzon -  ero carico, ma anche tutti i giocatori dopo lo stop forzato per l’emergenza Covid-19. I ragazzi si sono fatti trovare già in buone condizioni, cercherò di portare loro la mia positività”.

Mestrino doc, un negozio di pesca ben avviato che gestisce con il suo socio, quando Rovigo lo ha richiamato non ha potuto dire di no, chi ha giocato almeno una stagione al Battaglini conosce già cosa lo aspetta “Rovigo è una città che vive per il rugby, i tifosi e la società si aspettano molto, sto lavorando giornalmente visionando i video della scorsa stazione per conoscere meglio i ragazzi, e per assimilare situazioni che si possono migliorare, ma devo dire che Kino Properzi (ora a Torino, ndr), ha fatto un ottimo lavoro. Lavoreremo sui dettagli, la posizione del braccio e le legature”.

Regolamenti che in mischia chiusa nel frattempo sono cambiati (ridotti anche i reset, ndr), ma Giazzon ha avuto modo di sperimentare sul suo collo di tallonatore azzurro tutte le modifiche di questi anni. Dopo Rovigo, l’ex numero 2 della Nazionale, ha giocato con Zebre e Benetton Treviso, rispettivamente con 31 e 48 caps, mentre ha chiuso a Mogliano l’attività due anni fa.

“Le nuove regole le ho provate da giocatore ed allenatore, ora la mischia è una piattaforma più tecnica. Sono importanti la posizione, le legature e la respirazione, lavoreremo molto su questo, come su soluzioni specifiche per il tallonaggio”.

Una prima settimana di ripresa con allenamenti al mattino e al pomeriggio, con nuotate in piscina di scarico, ma non per tutti. Bacchetti e Barion al mattino lavorano, quindi per loro la preparazione si svolge esclusivamente al pomeriggio (salvo eccezioni). Venerdì 7 agosto alle 8 c’erano quasi tutti al campo 2 del Battaglini, eccezion fatta per i due poliziotti, i permit player Canali, Ruggeri e Trussardi (a Treviso con il Benetton), mentre Coronel stava lavorando in palestra con Peter Pavanello, per un piccolo risentimento muscolare. A spronare i suoi compagni Jacques Momberg “Dai che è venerdì, andiamo”.

“Dopo Ferragosto faremo il primo vero allenamento di mischia - sottolinea Giazzon - per il momento era importante ritrovare la condizione, inutile sollecitare collo e schiena correndo dei rischi”.

Nel 2012 la partenza per le Zebre e l’avventura nel professionismo del campionato celtico, ma la differenza tra il campionato Italiano e l’alto livello non era così evidente come adesso “All’epoca il gap non era così marcato come negli ultimi 5-6 anni, ora le franchigie lavorano molto di più su tecnica e fitness, si ricerca meno l’impatto cercando di creare situazioni di gioco per trovare i giusti spazi”. Una volta rientrato nel campionato Italiano a Mogliano il divario era un altro “Quando ci capitava di incontrare squadre come Rovigo, che si allena mattina e pomeriggio, la differenza era sostanziale visto che noi ci ritrovavamo solo dopo il lavoro, spesso però sono le motivazioni che fanno la differenza. Per inalzare il livello del campionato italiano bisognerebbe tornare a prima del 2010 con giocatori stranieri di spessore, ma servono investimenti importanti”.

Poi un messaggio chiaro ai giovani rossoblù, ed arriva da uno che ha la testa sulle spalle “I ragazzi giovani qui a Rovigo hanno voglia di emergere, ovviamente i treni passano una sola volta, forse due,  quando si è giovani delle volte non si capisce quando è tempo di rinunce, E’ una questione di forza di volontà. Rovigo è una possibilità per questi giovani”.

Consigli di Davide Giazzon, 29 caps con la Nazionale Italiana.

Giorgio Achilli

Articolo di Sabato 8 Agosto 2020

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