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ISTRUZIONE

24mila euro alle scuole primarie di Badia e pasti in classe per ripartire

Al Primo Levi di Badia Polesine (Rovigo) regna l’ottimismo in attesa dei nuovi banchi, intanto si sta acquistando il materiale necessario, Dpi, gel disinfettanti e dispenser

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BADIA POLESINE (Rovigo) – Prima di lasciare la guida dell’Istituto comprensivo di piazza Marconi per approdare dal primo settembre alla dirigenza del ‘Primo Levi’, Amos Golinelli ha lavorato sodo per preparare la ripresa dell’anno scolastico 2020/21, “ …fra le molte incertezze che ci sono ancora per Chi è chiamato istituzionalmente all’organizzazione”.

Dice Golinelli, “ Manca poco più di un mese e un po’ di ottimismo lo dobbiamo avere ma ci sono tanti punti di domanda e siamo ancora in attesa delle ultime decisioni del Comitato Tecnico Scientifico che usciranno a fine agosto”. Fra i problemi affrontati e, ovviamente, non tutti risolti che lascerà in eredità al suo successore, il più importante appare quello di reperire le tensostrutture per l’entrata, che dovrebbero agevolare lo scaglionamento degli ingressi e delle uscite degli alunni. Si è in attesa dei banchi nuovi, se e quando arriveranno. “Sul distanziamento invece, riferisce il dirigente, gli insegnanti armati di metro con tanto di simulazioni sul campo, verificano le distanze buccali volute dalle linee guida ricevute a luglio”. Al momento parrebbe che non fosse obbligatoria la mascherina in aula. Sull’eventuale necessità di smezzare delle classi molto dipenderà da quanto personale il MEF assegnerà, in ogni caso il dubbio si limita a due classi in piazza Marconi.  Con il trasferimento del doposcuola gestito dalla Cooperativa Tam Tam nei locali dell’ormai ex biblioteca civica, sembrerebbe invece risolto qualsiasi problema degli spazi, “Anche alle medie non ci sono problemi per cui escludo fin d’ora il ricorso ai turni” dice Golinelli.

In ogni caso, l’utilizzo degli spazi è subordinato alla decisione in corso sullo smezzamento delle classi più numerose e sul parere del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione dai Rischi (RSPP), un acronimo fuorviante perché alla fine il responsabile resta il dirigente, “… ma temo che la classica ricreazione con le corse nei cortili e a giocare a nascondino resterà nel cassetto dei ricordi, se anche le palestre verranno utilizzate per la didattica”.

Per la sanificazione degli ambienti la scuola pensa di utilizzare l’Idrogeno, ritenendo le lampade Uvc troppo pericolose. Ci sarà, poi, da disciplinare l’utilizzo dei servizi igienici, salvaguardando la privacy e la sicurezza e per i quali si dovrà prevedere qualche soluzione anche per gli accessi esterni (per esempio dei genitori). Il problema più grosso potrebbe essere quello della mensa, uno dei momenti considerati più pericolosi per un potenziale contagio, per cui ci sarà a breve un incontro con l’amministrazione comunale e la Cir Food di Reggio Emilia, alla quale il Comune ha rinnovato l’appalto, per valutare di fornire i pasti preconfezionati direttamente nelle aule.

“Siamo in attesa di ulteriori direttive, conclude Golinelli, il  CTS di Roma uscirà con le ultime indicazioni a fine agosto, anche per capire come comportarci nel malaugurato caso di qualche positività, intanto con i 24mila euro assegnatici dal Governo stiamo acquistando il materiale necessario sia per la didattica e rifornendo di Dpi, gel disinfettanti e dispenser”.

Infine sono già in programma, prima del 14 settembre, apposite riunioni con i genitori per condividere le soluzioni adottate e, dal momento che la scuola non è tenuta a misurare la febbre dei ragazzi, responsabilizzare le famiglie. Quest’ultimo passaggio sarà gestito dal nuovo o dalla nuova dirigente che subentrerà a Golinelli a fine di agosto.

Ugo Mariano Brasioli

Articolo di Domenica 9 Agosto 2020

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