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#elezioniVENETO2020

Enrica Muraro: "La Regione ci sta prendendo in giro sulle rette delle case di riposo?"

La candidata nella lista Il Veneto che vogliamo punta il dito contro il mancato pagamento di quanto la stessa Regione afferma di essere responsabile per le rette degli anziani ospitati nei Csa

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LENDINARA (Rovigo) - Enrica Muraro ricorda l'ultima delibera del 28 luglio scorso in materia di accreditamento delle Case di Riposo, i cosiddetti Csa (Centri servizi per anziani), nella quale la Regione ne esalta la qualità dell’assistenza sanitaria, socio sanitaria e sociale, e ragiona in positivo sull’equità di accesso e fruizione per i cittadini che necessitano di tali servizi.

Viene riconosciuto a pieno titolo l’importanza "sanitaria" di queste strutture che, secondo questa delibera, devono integrare nel loro organico anche un medico esterno per vigilare, monitorare e prevenire. Figura, quella del medico, che si rende ormai fondamentale dopo la recente pandemia e il suo impatto sulle case di riposo.


"Tra tante belle parole di apprezzamento sembra perdersi un'evidente incongruenza - sottolinea Muraro, candidata consigliere regionale nella lista Veneto che vogliamo per Lorenzoni presidente - la Regione sottolinea, sempre nella delibera, che è a suo carico il 50% della retta (quota sanitaria), cosa pur vera quanto non integralmente onorata.
A fronte di 32.548 posti letto da lei stessa accreditati, la Regione Veneto contribuisce a pagare la quota sanitaria soltanto a 24.000 assistiti, obbligando di fatto i pazienti al libero mercato e a pagare cifre esorbitanti che, in alcuni casi, possono arrivare a tremila euro.

Questo abbondante disavanzo crea non pochi disagio agli ospiti, alle loro famiglie, alle stesse case di riposo e ai Comuni in perenne difficoltà di bilancio. La Regione non si adegua, lascia che le famiglie si sobbarchino del costo delle cura e dell’assistenza dei propri cari, anche se non sarebbero tenute a farlo.
Proprio in questa delibera viene dunque ammesso che la quota sanitaria pet gli ospiti accreditati è a carico della Regione che poi non da comunque  seguito ai propri obblighi ai sensi di legge.

Evidentemente, per Zaia e i suoi assessori invecchiare è probabilmente un lusso e accedere alla cure, diritto universalmente sancito dall’art. 32 della Costituzione, può avvenire solo se sei ricco o se hai la fortuna di raggiungere la tanto agognata convenzione, miraggio per molti anziani e familiari.

Il libero mercato "obbligatorio" non converrebbe a nessuno: è immorale, ingiusto e antidemocratico.

Tutti hanno il diritto di essere curati, alla dignità di invecchiare serenamente dopo una vita di tanti sacrifici.
Come candidata del Veneto che Vogliamo, ma soprattutto come operatore socio sanitario, continuerò a
denunciare le gravi mancanze della Regione Veneto verso i più deboli e soprattutto sarò sempre dalla parte
di chi chiede aiuto e non riceve risposte esaustive".
Articolo di Domenica 9 Agosto 2020

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