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CRIMINALITA’

Truffe ai danni degli anziani triplicate negli ultimi due mesi

In due mesi, o poco più, ben 30 truffe messe a segno dai malviventi ai danni degli anziani, i consigli della Questura di Rovigo: i cittadini nel dubbio devono chiamare la Polizia. Diffidare degli sconosciuti

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Succede a:
Gianluca Gentiluomo, Bruno Zito e Annalisa Formaglio
Il primo dirigente della Questura di Rovigo, Bruno Zito

ROVIGO - Nel dubbio, quando vi suonano alla porta e non aspettate nessuno, una chiamata al 113 non costa nulla. E’ questo l’invito della Questura di Rovigo dopo l’escalation di truffe ai danni degli anziani.

Se la prendono con le fasce più deboli, ed è un reato difficile da contrastare, perchè si compie all’interno delle mura domestiche. Solo dopo le vittime si accorgono di essere state prima raggirate, e poi derubate. Sono scaltri, senza pudore, un reato tra i più brutti. Si spacciano per tecnici dell’acquedotto o del gas, si fanno aprire la porta con una scusa, poi fanno prendere i valori, denaro e monili, e li fanno mettere in genere dentro al frigorifero. Per i malviventi è un gioco da ragazzi far allontanare la vittima di turno, per portarsi via il malloppo.

Dal 1 giugno sono 30 i casi in Polesine, truffe e furti ai danni degli anziani prevalentemente commessi nelle piccole comunità, dove ci sono case isolate, la maggior parte in Bassopolesine. Propio lunedì 10 agosto una chiamata al 113 ha fatto scattare l’allarme, la Polizia di Stato giunta sul posto ha verificato che effettivamente la persona alla porta era un addetto del gas. Meglio una chiamata in più. La Squadra Mobile diretta da Gianluca Gentiluomo, nel 2018, ha sgominato una della bande che operava con la tuffa del finto avvocato (LEGGI ARTICOLO) 

Solo l’immediatezza dell’intervento ha permesso alla Polizia di arrestare i malviventi, un minuto più tardi e lo sforzo sarebbe stato vano. Una truffa ben congegnata, il finto avvocato chiama l’anziano dicendogli che un suo nipote o figlio ha avuto un incidente, poi si fa ricevere a casa, spesso non è nemmeno la stessa persona che chiama. La vittima non ha nemmeno il tempo di verificare, visto che il malvivente tiene occupata la linea di casa evitando di agganciare la cornetta.

Diversamente da una rapina, o peggio, è difficile per la Polizia accorgersi di quando sta avvenendo, in genere l’anziano apre la porta sollecitato dal truffatore, sembra una normale visita, dall’esterno non si percepisce nulla di anomalo, invece.

La vendita porta a porta di fatto non esiste più (eccezion fatta per alcune ditte), quando suonano al campanello deve partire subito un “allarme”, una telefonata od uscire con il telefono in mano minacciando di chiamare le forze dell’ordine sono un forte deterrente. In genere i malviventi spariscono subito.

I cittadini sono le migliori sentinelle della Polizia, basta una telefonata, per questo l’invito del primo dirigente della Questura di Rovigo, Bruno Zito, del capo della Squadra Mobile, Gianluca Gentiluomo, e il commissario Annalisa Formaglio, vice dirigente dell’Anticrimine, è chiaro.

I consigli non si fermano qui, la Questura di Rovigo invita figli e nipoti di anziani ad avvisarli. In primis non conservare denaro contante e preziosi in luoghi facilmente accessibili, e in secondo luogo, quando si hanno dei dubbi, chiamare sempre le forze dell’ordine.

Sempre sul campo dei furti, gli anziani subiscono spesso anche la famosa tecnica dell’abbraccio, di solito una bella ragazzi li avvicina, chiede una semplice informazione, e per ringraziare cerca un contatto fisico con la vittima. In giro di un attimo l’orologio di valore sparisce. Anche in questo caso, non solo per l’emergenza Covid-19, meglio diffidare degli sconosciuti.

 

 

 

 

Articolo di Martedì 11 Agosto 2020

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