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VIABILITA' PORTO TOLLE

Lista Pizzoli: "Sulla questione di via Roma a Scardovari, Siviero e Gibin cercano solo visibilità"

La maggioranza di Porto Tolle (Rovigo) risponde con fermezza alla richiesta della minoranza, che chiedeva maggiore sicurezza sulla via centrale di Scardovari

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SCARDOVARI (Rovigo) - "La sicurezza e l'incolumità dei propri concittadini, crediamo siano tra le priorità di ogni amministratore, parlarne in modo strumentale però è cosa che non ci appartiene, per tanto, in merito alla richiesta di parte della della minoranza, su via Roma a Scardovari, occorre fare alcune considerazioni". Così la lista Pizzoli di Porto Tolle, dopo la richiesta di maggiore sicurezza sulla via centrale di Scardovari da parte dei consiglieri Valerio Gibin e Silvia Siviero (LEGGI ARTICOLO). 

"La prima stà nel fatto che la petizione, seppur rispettabile come iniziativa, sotto il punto di vista formale presenta importanti lacune: la mancanza del documento per 13 firmatari, una firma doppia, la firma di un residente fuori paese ma, tralasciamo anche questo. Le lamentele che la minoranza "ha colto" durante questa strana stagione estiva, perchè arrivano solo oggi, nelle passate stagioni andava tutto bene? Per quale motivo, sulla petizione di 140 firme circa, inerente alla messa in sicurezza di Via Roma, i residenti nella suddetta via sono solo 20?".

Proseguendo: "Per quale motivo, sulla petizione, non sono state evidenziate le adesioni delle attività commericali, citate nelle premesse della richiesta? Il motivo è perchè si tratta di una richiesta finalizzata a fomentare un inutile chiacchiericcio e ribadire la propria smania di visibilità rispetto all'altra componente di minoranza. Poi, ricordiamo, che nella legislatura precedente, due assessori ed il presidente del consiglio, erano della frazione, perchè ci si sveglia solo adesso?"

"E ancora, perchè dei 27 milioni di euro che l'ex sindaco Claudio Bellan ha gestito negli ultimi mesi del suo mandato, neanche un centesimo è stato speso per via Roma, nonostante uno dei due firmatari della richiesta agli atti, sia stato un assessore di quella stessa amministrazione? Forse Gibin rinnega il suo passato amministrativo, cosi come ha fatto col suo passato politico dividendosi da Bellan? Per concludere, via Roma, per quasi tutta la sua lunghezza, è costeggiata dal marciapiede, il centro abitato è soggetto al limite di velocità dei 50 km/h, per tanto se tutti rispettassero le regole, dai pedoni, alle auto, ai motocicli, alle bici, non vi sarebbero problemi; ma veniamo alla "non" richiesta della minoranza".

Specificando: "La presente petizione per trovare le soluzioni tecniche ritenute più congrue, per ridurre la velocità dei veicoli che si trovano a transitare per il centro", viene scritto. Riteniamo questa e le altre affermazioni presenti sulla richiesta di dubbia lucidità, per esempio, nell' isola di Ca' Venier, è stato installato un autovelox, a seguito di una precisa richiesta, correlata da 300 firme; questa decisione, è stata apostrofata dalla stessa minoranza "utile a fare cassa". Qui, nessuna proposta concreta, nessuna presa di responsabilità, hanno forse timore di proporre un velox anche a Scardovari? O forse hanno cambiato idea e si è compreso che può essere un utile mezzo a favore della sicurezza di tutti?"

Concludendo infine: "Saremo davvero curiosi di sapere, quali sarebbero le soluzioni "congrue" magari per aver un punto di parternza su cui discutere, visto che da loro è partita questa iniziativa. Per quel che riguarda eventuali riqualificazioni di Via Roma e l'eventuale prolungamento della pista ciclabile sino alla fine del paese, sono attvità che indubbiamente andarnno fatte, economie permettendo, considerando, per esempio, che per l'anno a venire, salvo sorprese, avremo , come comune, un potere di spesa di circa 300 mila euro".

"Detto tutto ciò, ribadiamo con fermezza che a noi stà a cuore la sicurezza della nostra popolazione, occorre però fare i conti con la realtà ed avere l'onestà intellettuale di proporre per le molteplici problematiche presenti sul territorio, soluzioni fattibili riportabili alla realtà e non alle chiacchiere da bar. Sarà nostra cura comunque, dopo il prossimo consiglio comunale, convocare un incontro pubblico a Scardovari per discutere del problema e trovare in modo condiviso una soluzione, frutto del confronto con la popolazione e non di una imposizione "politica".
Articolo di Martedì 11 Agosto 2020

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