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IL CASO

Una querelle infinita per una storia di canne fumarie

Il pomo della discordia è rappresentato dall’installazione di alcune canne fumarie “sconfinanti in altrui proprietà privata” a Lendinara (Rovigo) ritenute dal ricorrente illegali, tanto da rivolgersi all’avvocato per avere giustizia 

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LENDINARA (Rovigo) –  A Lendinara pare che ci siano i presupposti per una querelle di Guareschiana memoria che contrappone un privato cittadino agli uffici comunali. Il pomo della discordia è rappresentato dall’installazione di alcune canne fumarie “sconfinanti in altrui proprietà privata” ritenute dal ricorrente illegali, tanto da rivolgersi all’avvocato per avere giustizia. Chi scrive è stato sollecitarlo a farlo dal sig. Rossano Crepaldi, “disperato” (sono sue parole) per non trovare alcuna soddisfazione alle proprie istanze di giustizia., quando, invece basterebbe (sono sempre sue parole) “ …un po’ di buona volontà da parte dell’amministrazione comunale”. 

La cronaca c’impone di raccontare, senz’alcuna pretesa di giudizio, che la vicenda si colloca ai margini di una strada privata, ancorché d’uso pubblico, e che la ricollocazione delle canne fumarie nel tratto che congiunge via Dante Gallani a via S. Maria Nuova, risale al cambio di proprietà dell’attuale pizzeria da asporto. Qui sta il problema. Il sig. Rossano racconta che ai tempi della storica trattoria “Bianca Luna”, prima dell’attuale ristrutturazione, l’allora sindaco Ferlin impose la revoca della concessione in soli 40 giorni, per cui non capisce come ora non sia più possibile. Dice Crepaldi: “Con tale ristrutturazione sono stati installati sulla facciata sud ben sette canne fumarie ed alcune aperture di areazione per i bagni, danneggiando i residenti sia per l’impatto visivo che per gli odori, senza contare che l’edificio ristrutturato si trova a filo strada per cui inevitabilmente le canne fumarie invadono l’altrui proprietà.” Non solo ma Crepaldi lamenta un danno economico importante per la svalutazione del suo immobile.

Il sindaco Luigi Viaro rimanda alle competenze degli uffici preposti che, interpellati da chi scrive, hanno risposto che tutte le verifiche effettuate escludono elementi ostativi alle canne fumarie e parrebbe che anche Arpav non abbia avuto nulla da eccepire in quanto quell’attività non è soggetta ad alcuna autorizzazione specifica per emissioni in atmosfera, trattandosi di emissioni a ridotto inquinamento. Anche la polizia locale, secondo quanto riferito, ha fatto i rilievi documentati necessari e le canne risulterebbero assolutamente idonee. Forse solo Ulss potrà effettuare rilievi dirimenti.

A questo punto, però, la vicenda assume i contorni del muro contro muro e minaccia di arrivare alle sedi giudiziarie per una soluzione, anche secondo il legale che segue l’istanza del Crepaldi che ha marcato la violazione delle distanze di proprietà e l’odore che ne esce.

Ugo Mariano Brasioli

Articolo di Giovedì 13 Agosto 2020

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