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LUTTO

Ci ha lasciati Renato Galleno: un gigante della carità

Era contro ogni pregiudizio, per il rispetto della famiglia, l’amicizia, il dialogo tra le generazioni. E’ morto Renato Galleno, lunedì 17 agosto le esequie a Badia Polesine (Rovigo)

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BADIA POLESINE (Rovigo) - È avvenuto ciò che nessuno che lo apprezzava avrebbe mai voluto: ci ha lasciati Renato Galleno, un uomo probo e mite che ha speso la sua vita a favore degli ultimi. Aveva 92 anni ma questo poco importa, perché non sono gli anni che danno valore alla vita ma i valori che ciascuno interpreta a restituire significato all’esistenza. Anche dai non credenti il dottor Renato Galleno era considerato un uomo veramente straordinario: “Il sinonimo dell’accoglienza per tutti gli ultimi e i diseredati di questa terra”.  Il suo apostolato in favore dei nomadi, Sinti o Rom poco importa, e di chiunque bussasse alla sua porta, era animato dalla convinzione evangelica che “ogni uomo è tuo fratello” come amava ripetere. 

Nato a Bagnolo in Piano (Re), da una famiglia di partigiani che gli insegnò l’accoglienza, una laurea in Pedagogia, arrivò a Badia a metà degli anni 70 dove, subentrando all’indimenticato maestro Bigi, guidò per più di quarant’anni l’Istituto per Fanciulli Sinti, fondato nel 1955 da don Dino Torregiani. Prima in via San Rocco, annesso alla Casa della Divina Provvidenza dove arrivò ad ospitare 25 bambini nomadi e, più recentemente con numeri più esigui, nell’ex asilo delle suore in Riviera Balzan, con l’ausilio della fida Maria Grazia Cattaneo, Galleno accoglieva tutti accudendoli come se fossero suoi figli e con l’amore di una vera famiglia.

Renato, fautore di una serena convivenza tra nomadi e residenti, nel 1995 ebbe a dire: “Oggi il nomadismo è in estinzione anche perché Rom e Sinti non possono più viaggiare e sono osteggiati dalla gente, ma noi cerchiamo comunque di essere vicini a questo popolo attraverso i loro meravigliosi bambini”. Galleno sosteneva, contro ogni pregiudizio, che nella cultura zingara sopravviveva il rispetto della famiglia, l’amicizia, il dialogo tra le generazioni. A Badia Polesine, anche grazie a un gruppetto di giovani del Servizio civile, riuscì a connettere in un rapporto positivo quei meravigliosi bambini con quelli di alcune famiglie residenti che accettarono la sfida, “… Assai poco aiutato dalle pubbliche istituzioni”, aggiungeva sommessamente. 

Sempre coerente Galleno era un uomo mite ma schietto, forse proprio per questo, provò l’amarezza dell’ingratitudine e non gli furono risparmiate critiche e qualche delusione che superò sempre con la sua fede. Ciononostante cercò il dialogo e in qualche caso lo trovò, con il Cdp di Agnoletto ospitando i bambini Saharawi (con una storia collettiva di sofferenza) annualmente di passaggio in Polesine e con La Volanda con la quale condivise dal  2009 un suo sito web intitolato “L’avete fatto a me”,  una didascalia che racchiude tutto il suo programma esistenziale cristiano, e diverse altre iniziative.

Remo Agnoletto commenta: “È stato un grande ospite di questo pianeta, umile e straordinario, ci mancherà ma per me non è morto; ci ha solo lasciati ma vivrà in noi col suo insegnamento”. 

Aldo D’Achille che si sposò in quell’istituto e che è stato a trovarlo solo pochi giorni orsono, interrotto dal pianto riesce solo a dire: “Se ne è andato in silenzio, un po’ come aveva sempre vissuto. Era un angelo che, pur vivendo su questa terra, già apparteneva ad un’altra dimensione, penso solo che l’altro giorno si sia risvegliato nell’abbraccio di Dio”.

Ancor più lapidario il ricordo di Ruggero Broglio, ideatore con Galleno del Gat (Gruppo Accogliamoli Tutti) che con voce rotta dichiara: “È come fosse morto mio padre”.

Commoventi, infine sono le parole di due ex bambini di quell’istituto: Feriz Selimovic che ricorda “… l’amore di una famiglia, la dedizione ... con cui Ti prendevi cura di me e tutti quei bambini che tanto amavi … come se fossero tuoi figli ....ci hai preparato alla vita cercando di tirare fuori il meglio di noi. Ci mancherai tanto”. Gipsy Loca invece preferisce ricordare l’ultimo incontro, “… quando hai accarezzato mia figlia e mi hai augurato buona fortuna, ora da lassù proteggici sempre ti voglio tanto bene nonno”.

I funerali si svolgeranno lunedì prossimo alle 10, nella chiesa di Badia, alla presenza del vescovo Pierantonio Pavanello.

Ugo Mariano Brasioli

Articolo di Venerdì 14 Agosto 2020

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