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#elezioniVENETO2020

Lorenzoni a 360 gradi alla festa dell'Unità di Stienta

Il candidato alla presidenza delle Regione Veneto, Arturo Lorenzoni, si è presentato alla popolazione di Stienta (Rovigo) con i candidati del Partito Democratico polesano, per parlare dei propri progetti

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STIENTA (Rovigo) – Il candidato alla presidenza della Regione Veneto per la lista ‘Il Veneto che vogliamo’, Arturo Lorenzoni, si è presentato al popolo Dem durante la festa provinciale dell’Unità di Stienta martedì scorso 11 agosto, catturando l’attenzione con uno stile pacato ma deciso. Avvicinandolo gli abbiamo chiesto perché un polesano dovrebbe votarlo alle prossime regionali. La sua risposta è stata lapidaria: “Perché in questi dieci anni la Lega si è semplicemente dimenticata del Polesine, mentre per noi nessun posto è periferico”.

All’altra domanda postagli, su quali e quante chances pensa di avere per vincere, Lorenzoni risponde che quello che conta è iniziare un percorso di rinnovamento politico. “Vinceremo al primo tempo? È difficile. Vinceremo al secondo? È probabile. Al terzo non ci sarà storia”. Arturo Lorenzoni spiega questa convinzione affermando che: “Siamo portatoti di idee che sono molto ma molto più evolute della destra e in ogni caso stiamo già preparando il dopo Zaia che, ammettiamolo, ha fatto qualcosa di buono, ma molto meno di quanto avesse potuto e dovuto, senza dimenticare che il Governatore leghista a vario titolo è nel circuito regionale del comando dai tempi di Galan, cioè 25 anni”.

Lorenzoni è convinto che, partendo dall’innovazione culturale e scientifica è possibile costruire un diverso modello economico di territorio e di comunità: “Per il Polesine, in particolare, serve una visione del territorio ed una diversa relazione con la gente per viverlo con una forte attenzione al sociale, puntando su una agricoltura di qualità ed a un turismo sostenibile”. Il candidato Governatore sembra avere le idee chiare sull’ambiente, sulla sanità pubblica vista come servizio e non come impresa, sull’urbanistica del XXI secolo, dell’innovazione al servizio dell’impresa e sulle risposte da dare ai giovani per invertire l’esodo e per rilanciare il territorio.

Sui temi della fragilità Lorenzoni si dichiara contrario alla privatizzazione dei servizi per gli anziani per i quali prevede la realizzazione di strutture integrate ed inclusive. Più in generale Lorenzoni vuole ripensare il welfare, nel quale collocare le persone al primo posto. “È inaccettabile ridurre o negare dei servizi perché mancano le risorse, i bilanci vanno tenuti in ordine ma vanno costruiti in funzione dei bisogni”. Forte della sua esperienza amministrativa a Padova, ha portato l’esempio della disabilità, quale paradigma della scandalosa impossibilità di dare risposte alle persone per mancanza di fondi.

E per arrestare il declino demografico? Lorenzoni, ingegnere elettrotecnico con interessi scientifici sull’economia applicata al settore dell’energia, è convinto che il Veneto e quindi il Polesine per tornare a crescere debbano attrarre i giovani con scelte imprenditoriali coraggiose e lungimiranti che puntino sulle fonti rinnovabili di energia, all’efficientamento energetico e allo sviluppo della rete, evirando di diventare terra di momentanea conquista senza una duratura prospettiva (come pare sia per Amazon).

Parlando dell’autonomia invece dice: “Quando la Lega proclama ‘Paroni in casa nostra’ mente, perché subisce i diktat di Salvini persino sulle candidature, e ha accettato che la piattaforma che gestisce gli appalti della sanità (circa l’80% del bilancio regionale), attraverso l’azienda zero, abbia una visione centralista e inefficiente, cioè esattamente l’opposto dell’autonomia sbandierata”. C’è stato spazio per una domanda di attualità politica e su quanto possa incidere in termini elettorali l’alleanza della sua lista civica col Pd. Lorenzoni risponde: “L’apertura del Partito democratico va intesa positivamente perché fa percepire la necessità di tornare a essere inclusivi e di riaggregare il mondo democratico attorno ad un progetto e non contro qualcuno, d’altra parte ci sono cinque liste che mi accompagnano, ciascuna sicuramente con proprie sensibilità, ma la diversità è un valore non una debolezza”.

All’ultima domanda su come intenda intercettare il voto dei giovani, palesemente disinteressati alla politica, la risposta è stata: “Facendoli innamorare del progetto, nel concreto significa farli sentire partecipi e protagonisti delle scelte, un po’ come sta cercando di fare Aldo D’Achille”.

In seguito, sul palco della presentazione dei 5 candidati del Pd, durante la quale ciascuno ha rappresentato la propria proposta, Lorenzoni non ha fatto che dettagliare quanto sopra riportato, rivendicando in più la necessità di sfruttare le opportunità offerte dal recovery fund e riaffermando la la priorità di rovesciare la prospettiva politica di una Lega che insegue il consenso e le poltrone a discapito dei servizi, come sta dimostrando la pessima gestione dei trasporti su rotaia della linea Verona-Rovigo-Chioggia.
Ugo Mariano Brasioli
Articolo di Domenica 16 Agosto 2020

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