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SPETTACOLO CENESELLI

Antonio Sorgentone incendia il proprio pianoforte a Ceneselli

Il musicista di fama nazionale ha infiammato non solo il pubblico presente mercoledì 19 agosto a Ceneselli (Rovigo) ma anche il proprio strumento musicale per una scenografia di grande effetto

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CENESELLI (RO) – “Siamo noi a ringraziare voi pubblico, che stasera siete usciti di casa nonostante i tempi; ringraziamo tutta l’organizzazione di Tra ville e giardini, perché ci avete permesso di suonare ancora; dopo il lockdown ci mancava tanto suonare: la musica, assieme alle altre arti, è uno dei beni primari. Questa sera avete dimostrato che rispettando le norme igienico-sanitarie, è possibile organizzare eventi, senza fare un’ecatombe”.

Non si poteva dire meglio di così. Le parole con cui Antonio Sorgentone ha concluso mercoledì 19 agosto il suo mirabolante concerto a Ceneselli per la rassegna Tra ville e giardini 2020, sono motivo di orgoglio per il Polesine, provincia (anche nel senso dell’Ente territoriale) che sta creando ampi spazi per lo spettacolo dal vivo, fortemente penalizzato dalle vicende epidemiologiche.

Un selfie con la band dal palco, per immortalare l’attimo, e via con il rush finale: ritmo e musica senza respiro, culminate nell’incendio (scenico) del pianoforte, sulle note di “Bom bom n. 3”, il brano che gli è valso la vittoria di Italia’s got talent 2019.

Un vero spettacolo nello spettacolo. Antonio Sorgentone, una gavetta lunga 20 anni (anche se non ne ha ancora compiuto 40) e 600 concerti, pianista intrattenitore di razza, di quelli che ti ricordi giocoforza, che pare volare sui tasti, che imbastisce assoli acrobatici, suonando anche con gomiti e piedi, che ti incolla sguardo e mente, senza staccarti più, che pure canta, arrochendo la voce come un effetto speciale; ha perfino superato le aspettative.

Tecnica perfetta, virtuosismo come se piovesse, ritmo assoluto. Pubblico in visibilio. Con la sua band a fargli da sponda, ma anche da perfetto intermezzo, Antonio Sorgentone ha presentato un mix di rock and roll anni Cinquanta alla Jerry Lee Lewis, boogie-woogie come “Honky tonk train blues” (Meade Lux Lewis, Keith Emerson), jazz e blues della vecchia New Orleans da Scott Joplin (Marple leag rag, 1899) a Fats Domino (The fat man, 1950), qualche classico italiano in chiave swing (“Ma che freddo fa” di Nada come non s’era mai sentito), tutto rivisitato col suo estro quasi spregiudicato; ed ancora, alcuni pezzi originali, da lui composti, che sono già un cult: “Pete pete” (scelto nel 2013 dalla Volkswagen per la pubblicità del Maggiolino), “Bom bom n. 2”, “Rumba macumba” e la ballata western “I’m the man”.

Una menzione per la band: Federico Ullo al contrabbasso, Riccardo Colasante alla batteria, Remo Leonzi alla chitarra e voce solista.
Articolo di Venerdì 21 Agosto 2020

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